Martina Colombari e Marco Bonini (Foto Concolino)

Elegante, con il suo inossidabile charme, l’attrice riccionese Martina Colombari e l’attore e sceneggiatore romano Marco Bonini ieri sera hanno riacceso il red carpet del Cinepalace Giometti di Riccione. Occasione dello speciale evento di Cinema d’autore è stata la presentazione del libro Se ami qualcuno dillo, storia familiare di crescita e redenzione di un padre e di un figlio, a firma di Bonini, al suo esordio come scrittore. L’affascinante Martina ha condotto la serata, introdotta dalla proiezione di Reset, cimentandosi anche nell’interpretazione di alcuni brani tratti dal romanzo. Con il piglio di amara ironia, come racconta Bonini, il libro, che potrebbe diventare una fiction, affronta un tema di estrema attualità: il concetto di virilità e la ricerca di una nuova identità maschile.

“Il racconto parte da un evento autobiografico, il completo ribaltamento della personalità di mio papà in seguito al coma in cui è caduto nel 2000 dopo a un grosso attacco di cuore _ fa sapere l’attore _. Da lì sono partito per raccontare una storia diventata un romanzo che mi auguro sia simbolica e rappresentativa di un problema molto attuale, ossia l’identità maschile”. Da uomo duro e anaffettivo, che ha cresciuto i suoi due figli maschi sulla base di un’educazione votata a ideali machisti e maschilisti, il padre di Marco si risveglia come se fosse nato in un’altra pelle: tenero, dolce, affettuoso, senza più essere in grado di leggere e scrivere, desideroso di ridere e danzare, mettendo così in crisi il modello maschile trasmesso ai figli. Bonini presentando l’estratto del documentario sul vero papà svela: “prima di scrivere il romanzo ho tentato di fare prima un film poi il documentario che non ho mai finito perché non ho trovato i soldi. Per diciotto anni ho cercato di raccontare questa storia in varie forme”.

Il lavoro che lega Bonini alla Colombari, sua amica di vecchia data, va oltre. L’attore infatti ha scritto il testo di un film ambientato a Riccione, in cui Martina rivestirà un importante ruolo.

Girare un film in questa città non è semplice, ci stiamo provando _ commenta Bonini _. Per ora posso solo dire che s’intitola Per l’amor del cielo e che la storia è ambientata in Paradiso. Il film, surreale, difficile da sintetizzare adesso, è già scritto, potrei girarlo domani, il problema è trovare i soldi per farlo. Il motivo per cui l’ho ambientato qui è che parla dell’accudimento di un angelo custode che si occupa degli esseri umani e la Romagna, in particolare Riccione, per me è il luogo dove l’accoglienza diventa sistema economico. Più che il mare, il cibo e il Sangiovese, qui a Riccione si vende la capacità di far star bene le persone.”.

“Ho letto il testo e mi è piaciuto _ riprende la Colombari -, quindi incrociamo le dita”. Sulla sua Riccione aggiunge: “Quando torno qua sto sempre benissimo, perché questa è la mia terra. Non riuscirei a tornare a viverci, perché me ne sono andata a sedici anni. Milano è ormai la mia casa, mi ha accolta e accudita a suo modo. Però Riccione è sempre nel cuore, qui sono le mie radici”. Nives Concolino

 

 

Riccione, 12 febbraio 2019 - Elegante, con il suo inossidabile charme, l’attrice riccionese Martina Colombari e l’attore e sceneggiatore romano Marco Bonini ieri sera hanno riacceso il red carpet del Cinepalace Giometti di Riccione. Occasione dello speciale evento di Cinema d’autore è stata la presentazione del libro 'Se ami qualcuno dillo, storia familiare di crescita e redenzione di un padre e di un figlio', a firma di Bonini, al suo esordio come scrittore. La Colombari ha condotto la serata, introdotta dalla proiezione di Reset, cimentandosi anche nell’interpretazione di alcuni brani tratti dal romanzo. Con il piglio di amara ironia, come racconta Bonini,  il libro, che potrebbe diventare una fiction, affronta un tema di estrema attualità: il concetto di virilità e la ricerca di una nuova identità maschile.

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“Il racconto parte da un evento autobiografico, il completo ribaltamento della personalità  di mio papà in seguito al coma in cui è caduto nel 2000 dopo a un grosso attacco di cuore - fa sapere l’attore --. Da lì sono partito per raccontare una storia diventata un romanzo che mi auguro sia simbolica e rappresentativa di un problema molto attuale, ossia l’identità maschile”. Da uomo duro e anaffettivo, che ha cresciuto i suoi due figli maschi sulla base di un’educazione votata a ideali machisti e maschilisti, il padre di Marco si risveglia come se fosse nato in un’altra pelle: tenero, dolce, affettuoso, senza più essere in grado di leggere e scrivere, desideroso di ridere e danzare, mettendo così in crisi il modello maschile trasmesso ai figli. 

Il lavoro che lega Bonini alla Colombari, sua amica di vecchia data, va oltre.  L’attore infatti ha scritto il testo di un film ambientato a Riccione, in cui Martina rivestirà un importante ruolo.

“Girare un film in questa città non è semplice, ci stiamo provando - commenta Bonini -. Per ora posso solo dire che s’intitola Per l’amor del cielo e che la storia è ambientata in Paradiso. Il motivo per cui l’ho ambientato qui è che parla dell’accudimento di un angelo custode che si occupa degli esseri umani e la Romagna, in particolare Riccione, per me è il luogo dove l’accoglienza diventa sistema economico. Più che il mare, il cibo e il Sangiovese, qui a Riccione si vende la capacità di far star bene le persone.”.

“Ho letto il testo e mi è piaciuto - riprende la Colombari -, quindi incrociamo le dita”. Sulla sua Riccione aggiunge: “Quando torno qua sto sempre benissimo, perché questa è la mia terra. Non riuscirei a tornare a viverci, perché me ne sono andata a sedici anni. Milano è ormai la mia casa, mi ha accolta e accudita a suo modo. Però Riccione è sempre nel cuore, qui sono le mie radici”.