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German Scarone, ritorno alle radici argentine per Rai 3

Il 43enne, per otre 20 anni protagonista sui parquet del campionato di basket, in tv. Vive a Rimini da molti anni

Ultimo aggiornamento il 9 luglio 2018 alle 14:08
German Scarone in una foto d'archivio Lazzeroni

Rimini, 9 luglio 2018 - Lo chiamavano il “Diego Maradona del basket italiano”. German Scarone, nato 43 anni fa a Buenos Aires da genitori di origini campane, è uno degli oltre 25 milioni di oriundi italiani in Argentina. Ha percorso al contrario la via seguita dai suoi antenati, trasferendosi in Italia quando era poco più che un ragazzino. Ha militato nel campionato italiano di basket per oltre vent’anni, di cui circa dieci nella squadra del Rimini, di cui è diventato leader incontrastato, trascinatore e simbolo fra i più amati. Un amore fortemente ricambiato, quello per la cittadina romagnola, tanto che German ha stabilito qui la sua residenza e ha portato dall’Argentina la madre, mancata qualche anno fa, e la sorella. Ieri Scarone è tornato in TV, non per parlare di basket, ma per accompagnare Davide Demichelis, conduttore e autore del programma di Rai Tre “Radici”, in onda ogni domenica alle 13, nei luoghi della sua infanzia.

“Un paese ci vuole, non fosse altro che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”. Così, sessant’anni fa, scriveva Cesare Pavese. Così, oggi, potrebbero scrivere i protagonisti di “Radici”, la serie di reportage firmati da Davide Demichelis in onda su Rai3. “Radici” è un racconto di viaggio: viaggio alla ricerca delle proprie radici, degli affetti, dei luoghi, dei ricordi ad essi legati. I protagonisti delle storie, immigrati che vivono stabilmente in Italia, tornano infatti nei loro Paesi di origine, alle radici. E si raccontano, passando dalla “grande storia” culturale, politica e sociale del proprio Paese, alla “piccola storia” personale, fatta di famiglia e amici, di luoghi ed emozioni.

Da Lanùs, il barrio povero alla periferia di Buenos Aires, dove nasce nel 1975, al vecchio casermone di cemento, dove fa i primi tiri di basket e si allena dalla mattina fino a notte fonda, il cammino di Scarone è un susseguirsi agrodolce di ricordi, dai più amari ai più affettuosi. I ricordi di un’infanzia non facile: il padre abbandona la famiglia quando German ha ancora 4 anni, il piccolo viene affidato ai nonni. E sono i nonni, originari di Salerno, a trasmettergli l’amore per quella terra che lui non ha mai visto, ma che rivive nelle tradizioni di famiglia: il pranzo della domenica, i piatti di pastasciutta, la solidità dei legami tra i parenti, che sopravvive alle distanze e alle migrazioni.

«Tornando qui, oggi, mi sento come loro», confida Scarone durante la puntata, visibilmente emozionato. «Anch’io, come i miei parenti, ho affrontato un viaggio attraverso l’Atlantico e verso una terra sconosciuta, l’Europa. Mi sono imbarcato in un’avventura piena di incognite. Al mio arrivo in Italia, ben poche persone credevano in me. Ma la tenacia e la “fame” ereditate dai miei avi mi hanno aiutato a emergere. Oggi, a Rimini, vivo in una condizione agiata, ma porto sempre nel cuore il ricordo di chi ero e di come sono giunto fin qui. Non dimenticherò mai le mie radici».

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