Rimini, 13 settembre 2018 - Stefano Manzi si sta allenando come non mai. Vuole ritrovare la concentrazione al più presto il giovane pilota di Santarcangelo che corre in Moto 2, dopo l’agguato subito in pista domenica a Misano da Romano Fenati. Ma la vicenda continua a tenere banco, dopo che la Procura - come riportato ieri - ha deciso di aprire d’ufficio un’inchiesta. «Era un atto dovuto – allarga le braccia Giovanni Cuzari, oò patron del team Forward per cui corre Manzi – L’avevamo immaginato fin dal primo momento, che potesse essere aperta un’indagine. D’altra parte il gesto di Fenati, gravissimo, è stato visto da tutti».

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Romano Fenati

L’altro ieri Fenati, annunciando il suo addio alle corse, ha ripetuto le sue scuse per quel che ha combinato domenica in pista. «Ma Fenati non si è ancora scusato con mio fratello. Stiamo ancora aspettando che si faccia vivo...», attacca Alex Manzi, anche lui ex pilota di discreto livello. La famiglia Manzi non vuole parlare però dell’inchiesta avviata contro Fenati. «La giustizia farà il suo corso, non tocca a noi commentare. Ora l’unica cosa importante è che Stefano si prepari per la prossima gara e ritrovi un po’ di serenità. Sono stati giorni molto difficili per lui, è sotto forti pressioni. Ha bisogno di tranquillità». Quella tranquillità che invoca anche il presidente della Forward Cuzari, per il suo pilota e anche per lo stesso Fenati. «Ho sentito più volte Romano, in questi giorni convulsi. Lo ripeto: quello che ha fatto è stato un gesto imperdonsabile, che non ha giustificazioni. Ma sono molto dispiaciuto per lui: conosco bene il ragazzo, non è un bullo come molti lo vogliono descrivere dopo l’episodio di Misano».

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Il team di Manzi ha deciso di non presentare denunce, ma Cuzari si aspettava che fosse la Procura ad aprire d’ufficio un’indagine. «A memoria non ricordo un gesto simile in alcuna gara – continua il patron della Forward – L’inchiesta era un atto dovuto». E Fenati rischia grosso, dopo che ha già subito il licenziamento dalla squadra e la sospensione della licenza di velocità. «Sia lui che Manzi sono due irruenti, in pista. E in Moto 2 capitano i momenti di forte tensioni tra i piloti. Succede che ci sia dia qualche sportellata. Queste sono le corse. Ma Fenati è andato molto, troppo oltre con quel gesto folle. Io avevo suggerito di fargli fare un po’ di servizi sociali. E mi sarebbe piaciuto che Romano diventasse il coach di Stefano: avrebbe dato il buon esempio».

Stefano Manzi (Alive)

Non vuole più tornare sulla vicenda, almeno per ora, Stefano Manzi. Dopo le prime parole a caldo di domenica a Misano («Fenati poteva ammazzarmi») il pilota di Santarcangelo ha scelto il silenzio, consigliato dai suoi manager e dal team. «E’ meglio così, prima ci mettiamo alle spalle questa storia e meglio è – conclude Cuzari – Ora Stefano si sta allenando per il prossimo Gran premio (si corre il 23 settembre ad Aragon), sta pensando solo a quello. Devo fargli i complimenti, perché nonostante tutto si è comportato da professionista, anche nelle dichiarazioni del dopogara. Sta maturando e migliorando a vista d’occhio».