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In Sup dalla Croazia a Cattolica. Thomas Amaduzzi ce la fa in 18 ore e 36 minuti

Il romagnolo entra nella storia dello sport: compie la traversata da Pola all'Italia a bordo della sua tavola 

di RITA CELLI
Ultimo aggiornamento il 10 luglio 2018 alle 12:05
Thomas Amaduzzi

Cattolica (Rimini), 10 Luglio 2018 - Il romagnolo Thomas Amaduzzi entra nella storia dello Stand Up Paddle e dello sport. Dopo aver rinunciato nei giorni scorsi a due partenze, causa maltempo, ha finalmente compiuto la traversata da Pola a Cattolica a bordo della sua tavola.

Una maxi maratona a pelo d'acqua, lunga quasi 134 km e per la quale sono servite meno delle 20 ore preventivate inizialmente. Partito da Pola lunedì mattina poco dopo la mezzanotte, l’ambassador Xmasters Amaduzzi ha toccato la spiaggia di Cattolica 18 ore e 36 minuti dopo, scrivendo una pagina unica della storia di questo sport.

La partenza è stata tutt’altro che semplice, il buio e il mare agitato non rendevano facile l’orientamento e l’equilibro sulla tavola. La situazione è migliorata alle prime luci dell’alba ma col passare delle ore il caldo è stato davvero problematico. Nonostante tutto Thomas ha proseguito l'impresa senza mai abbattersi, mantenendo un ritmo costante nel corso di tutta la traversata. Quando ha toccato nuovamente terra a Cattolica, dove ha trovato ad accoglierlo amici, familiari, atleti e tanti tifosi ha detto: "Sono davvero felice di esserci riuscito, quasi non ci credo. Adesso voglio riposarmi per qualche giorno e poi sfruttare l’allenamento di questi mesi per andare ancora oltre".

Prossimo obiettivo di Thomas è infatti fissato ai primi di settembre: partecipare alla Eleven Cities, in Olanda. Una gara internazionale suddivisa in 2 tipologie di format. La sfida classica dura 5 giorni e gli atleti percorrono circa 45 chilometri al giorno, e quella ‘no stop’ di 220 chilometri senza sosta.

"Vorrei provare la seconda - commenta ancora Amaduzzi - I primi classificati la finiscono in circa 24 ore, gli ultimi in 32, ma molti non riescono a raggiungere il traguardo. Sarei il primo italiano nella storia della competizione ad iscrivermi alla ‘no stop’ e la prospettiva mi attira davvero molto”.

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