Il taglio del nastro
Il taglio del nastro

Rovigo, 28 settembre 2019 - Nel segno del Sol Levante torna a vivere Palazzo Roverella. Dopo la vernice aperta ai giornalisti e l’inaugurazione avvenuta nel tardo pomeriggio di ieri, oggi partirà – alle 9 l’apertura al pubblico – l’esposizione artistica ‘Giapponismo – Venti d’Oriente nell’arte europea 1860-1915’, che rimarrà fino al 26 gennaio del 2020.

A dare il benvenuto, la dottoressa Alessia Vedova di Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, e il professore Francesco Parisi, anche quest’anno curatore della mostra. E in effetti i legami con le scorse esposizioni si sentono perché le ventate d’arte orientali si tramutano in nuovi simboli e nuove influenze in quegli artisti europei di cui già alcune opere si sono potute ammirare negli anni scorsi. È la fine dell’Ottocento il momento in cui la scoperta delle arti decorative giapponesi dà una notevole scossa all’intera arte europea. Quattro le sezioni in cui si divide il percorso a Palazzo Roverella. Interessante è il fatto che nell’itinerario nel segno del bello vi sia una convivenza tra espressioni artistiche differenti, passando dalla pittura all’architettura fino a piccoli oggetti d’arredo. Vi è poi una sezione interamente dedicata all’arte giapponese, con addirittura la prima edizione della famosa onda di Hokusai, dal titolo «La grande onda presso la costa di Kanagawa». La parte orientale è stata curata con l’aiuto della professoressa Rossella Menegazzo.

Un’altra perla di questo percorso tra Europa e Giappone, è la presenza di materiali differenti. In particolar modo i rotoli dipinti su carta e seta, nonché i libri illustrati e le xilografie policrome del Mondo Fluttuante, «ukiyoe». Tra i grandi europei esposti si ricordano i disegni di Klimt, che quasi sembrano voler imitare le stampe orientali nelle immagini femminili, i quadri di Degas e Gauguin. Un’attenzione speciale è stata dedicata al Giapponismo italiano. Spicca il fascino di Giuseppe De Nittis, che introduce in Italia il dibattito sull’arte giapponese. Presente inoltre un orgoglio rodigino, ovvero il pezzo di Mario Cavaglieri «Vasi giapponesi con paravento» del 1916. Ma non solo Giapponismo perché, grazie alla collaborazione con Comune di Rovigo e Accademia dei Concordi, è possibile accedere alle sale dedicate all’arte egizia e preromana. Con la presenza delle mummie Meryt e Baby che, dopo un periodo in Cina, sono tornate. Infine da metà ottobre prenderà il via un’esposizione dedicata all’arte dei manga in Europa, che andrà ad arricchire il percorso di Palazzo Roverella.