Il papà con la piccola Eleonora, nata invalida nel dicembre del 2008
Il papà con la piccola Eleonora, nata invalida nel dicembre del 2008

Rovigo, 14 marzo 2019 - Vivrà poco, quindi il risarcimento va ridotto. Questa in estrema sintesi è l’istanza perorata dalle assicurazioni di fronte alla quarta sezione civile della Corte d’Appello di Venezia. Stiamo parlando del tragico caso di Eleonora Gavazzeni, nata totalmente invalida all’ospedale di Rovigo il 3 dicembre 2008. Tre mesi fa, in un conto intestato alla piccola, sono stati versati i 5,18 milioni di euro che il tribunale civile di Rovigo, in primo grado, aveva fissato come risarcimento del danno. Denaro del quale però la famiglia Gavazzeni non può ancora disporre perché il giudice tutelare non l’ha sbloccato.

Le assicurazioni (Lloyd’s e Am trust Europe Limited) intanto hanno impugnato in Appello la sentenza di Rovigo e ieri è stata celebrata un’udienza. La Corte si è riservata per decidere se ammettere o meno le due perizie depositate dalle compagnie assicurative. La più severa, che prevede la morte di Eleonora tra non più di 10 anni, è di Marcello Orzalesi, 83 anni, di Roma, docente universitario di neonatologia in pensione. Una seconda perizia parla di un’aspettativa massima di 40 anni. «Il medico che si è permesso di scrivere che mia figlia avrà una vita breve non ha un briciolo di umanità — ha commentato ieri la madre di Eleonora, Benedetta Carminati —. Si è basato su delle statistiche e non l’ha mai visitata. Sono schifata. Ci sono persone che non hanno anima e pensano solo ai soldi, non a una bambina innocente». Sulla stessa linea il padre della piccola, Davide Gavazzeni: «Sono amareggiato e arrabbiato. Non sanno più dove attaccarsi. Noi siamo convinti di vincere, dispiace solo vedere che contro di noi si continuano a spendere soldi pubblici per avvocati».

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Orzalesi invece si è detto sorpreso: «Le statistiche internazionali, ce ne sono di buone, nel caso di soggetti con un grave ritardo psicomotorio parlano di un’aspettativa di vita molto più breve. Non muoiono della malattia che hanno, ma sono soggetti a complicanze di vario tipo. Purtroppo quando si va in tribunale si usa la media. E in un caso come questo la media dice 20 anni al massimo, ma anche meno». Il legale della famiglia Gavazzeni, Mario Cicchetti, invece ha spiegato che «non è possibile produrre questi documenti in Appello. La questione sull’aspettativa di vita non è mai stata affrontata e l’Appello si deve basare su ciò su cui si è pronunciato il primo grado». Questo caso giudiziario si protrae da molti anni. Il primo grado del processo penale per lesioni colpose si era concluso a gennaio del 2016 a Rovigo con l’assoluzione delle due ginecologhe imputate. La Corte d’Appello di Venezia il 15 marzo 2018 ha ribaltato il giudizio ritenendo le ginecologhe responsabili, ma il reato era ormai prescritto. La Corte ha condannato ginecologhe e azienda sanitaria (assicurata) solo a risarcire i danni a Eleonora, da liquidare in sede civile. Il pronunciamento del tribunale civile di Rovigo è di settembre 2018.

Nel frattempo le due ginecologhe hanno impugnato la sentenza penale di Appello in Cassazione che ha fissato l’udienza per il prossimo 29 marzo. Del filone civile non ci sono date perché la Corte si è riservata e quando si pronuncerà sulle perizie fisserà la prossima udienza. La famiglia Gavazzeni viveva a Borsea, frazione di Rovigo, ma da anni si è trasferita a Ravenna. «Avremmo bisogno di una casa più grande per il sollevatore, io da sola non ce la faccio più perché Eleonora è cresciuta», fa presente mamma Benedetta. Tommaso Moretto