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7 apr 2022

Cadavere in Po, l’autopsia "Giovane morta da poco"

I primi risultati degli accertamenti medico legali sul corpo trovato in un borsone. Escluse Isabella, Samira e Saman. Paolo Noventa sul posto: "Non è mia sorella"

S’infittisce il mistero sull’identità del corpo rinvenuto lungo il Po. Il pubblico ministero Andrea Bigiarini della procura di Rovigo ha disposto l’autopsia sui resti rinvenuti il 4 aprile in un borsone lungo il ‘grande fiume’, in prossimità del parco della rotta. A scoprirli è stato un dipendente dell’Aipo, durante un monitoraggio degli argini. A seguito dell’esame autoptico, effettuato all’ospedale civile di Rovigo, è emerso che si tratterebbe di una donna giovane e dalla carnagione chiara, a cui è stata tagliata la testa. Il corpo ha poi subito mutilazioni in varie parti. La donna era sistemata all’interno di una sacca sportiva di 60x40 centimetri circa, bloccata tra i sassi, vicino al bagnasciuga. Dall’analisi dello stato di decomposizione del cadavere, è emerso come il decesso della donna – le cui cause sono ancora sconosciute – sia abbastanza recente. Gli elementi emersi, quindi, escludono di fatto le ipotesi percorse inizialmente e riguardanti alcune donne scomparse. Tra queste Isabella Noventa, 55 anni, uccisa il 15 gennaio 2016 a Noventa Padovana (Padova) dall’ex fidanzato Freddy Sorgato, con la complicità della sorella e dell’amante. Così come altri due casi, quello di Samira El Attar, 43anni, uccisa dal marito e scomparsa da Stanghella (Padova) il 21 ottobre 2019 e Saman Abbas, la giovane pachistana scomparsa da Novellara (Reggio Emilia) il 30 aprile 2021. I carabinieri della compagnia di Rovigo, coordinati dalla procura del capoluogo, stanno proseguendo nelle indagini senza escludere nessuna pista. Occhi puntati anche sulle persone recentemente scomparse che rispondono alle caratteristiche riscontrate dall’autopsia. Qualche certezza in più potrà arrivare dall’esame del Dna.

In attesa dei riscontri scientifici degli uomini del nucleo investigativo, si lavora sulle segnalazioni di donne scomparse nelle ultime settimane, restringendo il campo lungo l’asta del Po tra Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte. Il corpo presumibilmente si trovava in acqua da pochi giorni, sicuramente meno di un mese. Tra le ipotesi in fase di accertamento, c’è che qualcuno abbia buttato il borsone direttamente dal percorso vicino al ‘parco della rotta’ o a pochi chilometri di distanza. Poi, vista la secca e la scarsa corrente del fiume, la sacca potrebbe essersi incagliata. A fare la scoperta, si diceva, è stato un dipendente dell’Aipo. "Durante la navigazione – ha spiegato ai microfoni di Raiuno – ho notato che in prossimità di quei sassi spuntava un borsone nero. Si vedevano dei vestiti colorati e si sentiva un forte odore. A quel punto ho chiamato subito i carabinieri e ci siamo allontanati come richiesto dai militari".

Tra le persone scomparse alle quali si è pensato, come detto, c’è Isabella Noventa. Nel pomeriggio di ieri al parco della rotta è arrivato il fratello Paolo. "Non si tratta di mia sorella – ha detto –. Eravamo scettici che fosse il corpo di Isabella, in quanto l’ex fidanzato diceva di averlo di averlo gettato nel Piave, nel Padovano, ma senza riscontro. Personalmente speriamo lo si possa trovare quanto prima per permettere di darle una dignitosa sepoltura".

Mario Tosatti

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