La giunta regionale ha rinnovato anche per il triennio 2021, 2022 e 2023 il protocollo già stipulato nel 2018 con il cantiere navale Visentini e Infrastrutture Venete per garantire il passaggio delle navi nel tratto compreso tra la foce del Po di Levante, in corrispondenza della laguna di Marinetta, fino all’uscita a mare di Porto Levante. Un tratto acqueo spesso interessato da fenomeni di insabbiamento, con il...

La giunta regionale ha rinnovato anche per il triennio 2021, 2022 e 2023 il protocollo già stipulato nel 2018 con il cantiere navale Visentini e Infrastrutture Venete per garantire il passaggio delle navi nel tratto compreso tra la foce del Po di Levante, in corrispondenza della laguna di Marinetta, fino all’uscita a mare di Porto Levante. Un tratto acqueo spesso interessato da fenomeni di insabbiamento, con il rischio di incaglio per le imbarcazioni. In questo ambito territoriale, svolge la propria attività il cantiere navale Visentini, società specializzata nella costruzione di traghetti oceanici che rappresenta oggi una delle principali imprese del Polesine. Per poter condurre le navi in costruzione dal bacino di carenaggio sino al mare aperto, il fondale deve avere una profondità di almeno 5 metri. Per questo motivo, l’accordo di programma prevede che la Regione, tramite Infrastrutture Venete, garantisca lungo l’asta fluviale di propria competenza le condizioni di navigabilità per la classe V Cemt, stabilite in 4,2 metri di pescaggio. L’ulteriore escavo per giungere i 5 metri, o comunque fino al raggiungimento del tirante d’acqua necessario per consentire l’uscita a mare delle navi, sarà a cura del cantiere Visentini. "Con questo protocollo dimostriamo di essere vicini alle esigenze del mondo produttivo veneto, che investe e crea ricchezza sul territorio. Il cantiere Visentini di Porto Viro è un fiore all’occhiello del settore delle costruzioni navali e dà lavoro a 650 persone. Nel prossimo triennio fabbricherà 2 navi-traghetto con 30.000 tonnellate di stazza lorda, che solcheranno il Mar Mediterraneo e i mari del Nord Europa – sottolinea la vicepresidente –. Nel rispetto della legalità, abbiamo trovato una formula virtuosa di collaborazione tra pubblico e privato. Senza oneri aggiuntivi per la Regione, valorizziamo e potenziamo una delle principali idrovie commerciali del sistema fluviale del Nord Italia, grazie all’intervento del privato che può così continuare a lavorare in sicurezza, portando ricadute economiche significative per l’area del Polesine e non solo".