Gianfranco Colognesi, 80 anni, con la moglie prima che la donna venisse ricoverata in ospedale
Gianfranco Colognesi, 80 anni, con la moglie prima che la donna venisse ricoverata in ospedale

Rovigo, 15 maggio 2019 - «Gianfranco, ma è vero che vogliono mandarci via dalla nostra casa» sono le ultime parole che Luciana, 83 anni, moglie di Gianfranco Colognesi, 80 anni, ha sussurrato prima di essere ricoverata all’ospedale da cui non è più tornata. L’anziana è morta ieri al termine di un calvario che l’aveva consumata fisicamente ed anche nello spirito. La sua amata casa, frutto dei sacrifici di una vita, era stata messa all’asta e poi venduta.

Ed i due coniugi, l’abitazione di trova a Lendinara, per mesi hanno sentito bussare l’ufficiale giudiziario alla porta che voleva le chiavi dell’abitazione. La loro dolorosa vicenda era finita anche in tv alcuni mesi fa con una diretta che dedicò a questa storia Barbara D’Urso.

La loro casa era stata messa all’asta al termine di una battaglia giudiziaria con il vicino, per una porzione di terreno confinante tra due abitazioni. Era la loro casa da sempre, da quando erano tornati a Lendinara dopo un periodo a Torino. Grande il dolore in queste ore per Gianfranco che è rimasto solo, senza al fianco la sua Luciana. «Insieme nella buona e nella cattiva sorte» aveva detto loro il sacerdote quando li ha aveva uniti in matrimonio, il 19 aprile 1965 nella chiesa di Lusia, ricostruita dopo il bombardamento. Luciana e Gianfranco avevano poi deciso di trovare lavoro a Torino dove lui aveva lavorato come responsabile di un’impresa. Lì nasce la figlia Loredana.

Poi la decisione di tornare a Lendinara e di acquistare quella maledetta casa di via De Gasperi 10, acquistata dal confinante. Viene a mancare il padre e la situazione si complica nella famiglia. Cominciano una serie di pratiche successorie che, davanti al notaio di turno, vengono ritenute sempre conformi alla legge. Poi, all’improvviso, partono una serie di denuncie che si protraggono negli anni, per 40 anni. Una battaglia tra i due coniugi ed il vicino, al centro la proprietà dell’abitazione.

Quanto ha pesato questa vicenda giudiziaria, la messa all’asta della loro casa, veder soffrire il marito, sulla salute di Luciana è difficile dire. Gianfranco e Luciana avrebbero voluto per loro una vecchiaia serena circondati dall’affetto delle loro nipotine. Ma la vicenda giudiziaria ha in parte negato quanto ogni nonno vorrebbe. Marito e moglie si sono sentiti trattati da delinquenti. Avrebbero dovuto abbandonare la loro abitazione dopo aver perso la causa con il vicino, l’abitazione è stata messa all’asta proprio come pagamento per i costi della causa che avevano perso. La morte della moglie Luciana è un ulteriore, durissimo colpo per Gianfranco ogni giorno braccato da chi bussa alla porta per avere le chiavi di casa. Domani alle 16 nel duomo di Santa Sofia l’ultimo, mesto saluto a Luciana.