Il sindaco Maura Veronese spegne le candeline assieme alla famiglia e a Rina Zanellato
Il sindaco Maura Veronese spegne le candeline assieme alla famiglia e a Rina Zanellato

Porto Viro (Rovigo), 17 febbraio 2019 - Cento anni per Rina, testimone della storia della città. Taglia il traguardo del secolo Rina Zanellato, nata nel 1919. La donna fece da madrina all’inaugurazione della casa di cura ‘Madonna della salute’ di Porto Viro fondata nel 1955 da suo padre Benvenuto e suo marito Romano.

«Ho conosciuto mio marito quando venne a dirigere il centro antimalarico di Contarina che sorgeva in un’ala della casa di famiglia nelle immediate vicinanze dell’area dove oggi si trova la casa di cura – racconta –. Lì c’era il deposito di botti di Ddt e da lì partivano ogni mattina in bicicletta gli operatori che, bombola sulle spalle, andavano a spargere l’insetticida nelle zone paludose a rischio. Il matrimonio arrivò nel pieno della seconda guerra mondiale e il centro funziono fino all’alluvione del 1951». La casa di cura iniziò la sua attività utilizzando il corpo centrale della villa di campagna dell’ammiraglio Arcangeli acquistata nel 1951 dal papà e dal marito di Rina.

«La casa di cura iniziò la sua attività utilizzando le attrezzature di un ospedale da campo donato dall’esercito americano a mio papà che fu il primo sindaco di Porto Viro dopo la fine della guerra – prosegue Rina –. Quando gli aerei alleati iniziarono i bombardamenti al ponte sul Po per impedire la ritirata tedesca e due aerei statunitensi vennero abbattuti. Mio padre soccorse i due piloti e fu così che, in segno di riconoscenza, al termine del conflitto l’ospedale da campo venne donato alla comunità di Porto Viro segnando l’inizio di una storia lunga 64 anni». A spegnere le candeline, assieme alla famiglia, anche il sindaco di Porto Viro, Maura Veronese.

«Rina è un esempio di tenacia e forza d’animo per i nostri giovani – ha detto il sindaco – e i suoi cento anni sono l’occasione per accendere i riflettori sulla nostra città e sulla casa di cura che, con la sua presenza, ha reso il nostro territorio più attrattivo rispetto alle aree circostanti rispondendo al bisogno di salute della cittadinanza. Ha cresciuto una famiglia i cui membri sono tutti volti alla cura del prossimo». Un po’ di storia di una struttura che rappresenta uno dei fiori all’occhiello della sanità della nostra provincia. La casa di cura Madonna della Salute, al momento della sua inaugurazione nell’estate del 1955, era localizzata nel corpo centrale della villa dell’ammiraglio Arcangeli ed utilizzava i mezzi di un ospedale da campo regalato dagli alleati americani all’amministrazione di quello che allora era il municipio di Contarina (oggi diventato il comune di Porto Viro). Il periodo si colloca all’incirca alla fine della seconda guerra mondiale. La struttura aprì i battenti con 40 posti letto, una sala operatoria ed un piccolo apparecchio per fare le radiografie. Gradualmente è diventata la struttura di riferimento per tutti i paesi del Basso Polesine e, negli anni Sessanta, ha incrementato notevolmente la sua attività soprattutto in ambito traumatologico, per la vicinanza della strada statale Romea una delle arterie con il più alto tasso di incidenti a livello nazionale.