Uno scatto che ritrae il  chiosco di piazza Merlin e in primo piano Monica Vettorato
Uno scatto che ritrae il chiosco di piazza Merlin e in primo piano Monica Vettorato

Rovigo, 6 luglio 2019 – Il chiosco in piazza Merlin verrà abbattuto il primo settembre. Si conclude così la telenovela dell’ex gelateria ‘Le Fontane’ di proprietà di Daniele Zago, chiusa da un anno dopo la scadenza dell’autorizzazione all’occupazione del suolo pubblico. L’assessore ai Lavori pubblici e urbanistica Giuseppe Favaretto, ieri mattina, ha annunciato la decisione definitiva presa dal Comune sulle sorti della struttura che un tempo ospitava il bar e l’ex edicola di Sante Cavalieri. La delibera di abbattimento era stata approvata dalla precedente amministrazione con affidamento ad una ditta del luogo dei lavori di demolizione, costo 28mila euro. La decisione del centrodestra non era stata accettata di buon grado da buona parte del centrosinistra, tant’è che durante la campagna elettorale più di qualche candidato aveva ipotizzato l’idea di mantenere in vita il chiosco, affidandolo ad un’associazione.

L’abbattimento era alle porte, previsto per lo scorso 28 giugno. Il sindaco Edoardo Gaffeo, subito dopo la sua elezione, aveva deciso di bloccare il cantiere per studiare soluzioni alternative per mantenere il chiosco in vita. Gli accertamenti compiti dagli uffici di palazzo Nodari, coordinati dall’assessore Favaretto, e i sopralluoghi che si sono svolti nei giorni scorsi hanno però avuto esito negativo. «Il chiosco deve essere abbattuto – ha annunciato ieri il numero uno dell’Urbanistica –, i pareri che abbiamo chiesto hanno confermato l’impossibilità a mantenere in piedi quella struttura perché non conforme al progetto iniziale». Il primo settembre la ruspa attivata da Bergamin, con il via libera della nuova amministrazione Gaffeo, accenderà i motori.

Il problema del futuro del chiosco non dipende dalla scelta politica o meno di autorizzare l’occupazione del suolo pubblico, ma dall’irregolarità della costruzione ‘difforme al progetto iniziale’, si legge nella motivazione. Il chiosco autorizzato dalla giunta di centrosinistra Fabio Baratella non corrisponderebbe al progetto iniziale approvato dal Comune, impossibile dunque salvarlo, per legge deve essere smantellato. Ad avere l’idea, nel 1999, della costruzione la struttura era stata la giunta guidata dal sindaco Fabio Baratella, prevista in un progetto di riqualificazione di piazza Roma. Il Comune aveva offerto a Zago, che già gestiva ai lati della piazza un chioschetto di legno stagionale, di costruire a spese proprie una nuova struttura, in cambio di un’autorizzazione ventennale di occupazione del suolo pubblico. L’imprenditore aveva accettato impiegando 200 milioni delle vecchie lire. Accanto al bar, era sorta anche un’edicola. Alla scadenza dei termini, la giunta Bergamin aveva però ordinato la demolizione. La Soprintendenza si era pronunciata negativamente nei confronti della struttura in ferro definita ‘troppo impattante’ per il centro.