I libri di Cibotto mandati al macero
I libri di Cibotto mandati al macero

Rovigo, 28 dicembre 2018 - "Un patrimonio distrutto, compresa una parte della biblioteca di Cibotto". «No, era solo materiale inutilizzabile, paccottiglia». Questa la polemica innescata dalla segnalazione di alcuni cittadini, scandalizzati perché lo scorso 30 ottobre l’Accademia dei Concordi di Rovigo ha mandato al macero 27 quintali di libri. Due container, con decine di scatoloni destinati alla distruzione. 

«Capita regolarmente», commentò stizzito il presidente dell’Accademia dei Concordi», Giovanni Boniolo, tagliando corto con le polemiche. Ma adesso il caso è finito in Parlamento, grazie a Vittorio Sgarbi che, attraverso un’interrogazione, ha chiesto al ministro per i beni culturali Alberto Bonisoli che il Mibac faccia luce sulla vicenda: «È legittimo chiedersi se l’amministrazione comunale di Rovigo, comproprietaria del fondo librario conservato presso l’Accademia, abbia dato l’assenso all’operazione o comunque sia stata in qualche misura coinvolta».
 
«È emerso, cosa che suscita ancor maggiore inquietudine – sottolinea Sgarbi –, che il materiale mandato al macero e non inventariato proveniva, in parte, dalla recente donazione alla città dello scrittore e critico di fama nazionale Gian Antonio Cibotto, morto nell’agosto del 2017, la cui produzione letteraria, composta da manoscritti e libri, sarebbe dunque stata trattata come si tratterebbero dei rifiuti».

Inoltre, prosegue Sgarbi, «risulta che negli stessi giorni la biblioteca e le carte del noto scrittore Mario Soldati, sia pure in quantità molto più limitata, siano state messe all’asta con una stima di 180/200 mila euro». Per Sgarbi è «molto singolare che, a parte possibili condizioni o vincoli testamentari che sarebbe utile conoscere, data la particolare inopportunità della decisione, non si sia trovata una soluzione che evitasse la distruzione del materiale in questione, donandolo ad altre biblioteche». 
 
Il deputato del gruppo Misto chiede quali «elementi disponga il governo, in ordine alla procedura seguita e ai soggetti effettivamente coinvolti nella decisione di destinare al macero un così copioso materiale di interesse culturale, con danni incalcolabili, nonché in ordine ai costi dell’operazione di smaltimento, al soggetto su cui grava l’onere ed alla ditta che l’ha effettuata».

Il caso dei libri mandati al macero dall’Accademia dei Concordi ha segnato, a livello culturale, il 2018 che sta per finire a Rovigo. Una vicenda emblematica e, a quanto pare, non ancora conclusa, con effetti polemici manifesti e latenti dopo la presa di posizione dei vari attori coinvolti nella querelle.

«Sono stati scartati solo materiali non inventariati, tenendo conto che l’Istituto ha il diritto di selezionare le unità documentarie da acquisire all’interno della raccolta», ha dichiarato il presidente dell’Accademia dei Concordi, Giovanni Boniolo. E a sostegno della politica attuata dall’ente, è scesa in campo Anna Maria Battizocco, curatrice testamentaria di Gian Antonio Cibotto , sostenendo che rispetto ai 40mila volumi donati dallo scrittore ai Concordi, la quota minima del 10% circa da mandare al macero era stata decisa dallo stesso Cibotto

Ma le successive prese di posizioni dei soci accademici e di alcuni consiglieri comunali non hanno certo contribuito e mettere un pietra sopra al caso. Anche perché, come risulta da queste immagini, i libri distrutti (fra cui le "Lettere dal carcere" di Gramsci) sarebbero ancora in buono stato. Perché allora non donarli a qualche biblioteca comunale o scolastica, piuttosto che gettarli nella raccolta differenziata?