L’azienda Tibaldo di Villamarzana di Costantino e Marco Tibaldo
L’azienda Tibaldo di Villamarzana di Costantino e Marco Tibaldo

Rovigo, 2 settembre 2019 - Gli agricoltori veneti lanciano un grido d’allarme per i danni alle coltivazioni e chiedono interventi urgenti a sostegno del settore e dell’attività di ricerca. Il flagello della cimice asiatica rischia di affossare un settore ortofrutticolo che in Veneto garantisce 20.000 posti di lavoro e ha un valore di 800 milioni, a cui si aggiunge l’indotto. Migliaia di aziende agricole minacciano, infatti, di estirpare i frutteti, dove le perdite vanno dal 40 al 100% della produzione, se non si troveranno soluzioni veloci ed efficaci. Di fronte al rischio dell’azzeramento di un settore strategico per l’economia agricola regionale, Confagricoltura Veneto organizzerà una manifestazione regionale martedì 17 settembre alle 18 al teatro Balzan. Ci saranno i frutticoltori, gli agricoltori e i dirigenti nazionali e regionali di Confagricoltura.

INSETTICIDA SI' O NO?

«La cimice asiatica è il nuovo flagello dell’agricoltura del Nord Italia – sottolinea Lodovico Giustiniani, presidente di Confagricoltura Veneto –. I danni nelle campagne sono enormi, soprattutto per il settore frutticolo. Gli operatori sono esasperati e molto preoccupati per il loro futuro di fronte alla distruzione di pere, mele, kiwi, pesche, susine, albicocche, ciliege e noci, con perdite che vanno dal 40 al 100 per cento del prodotto. Ma l’insetto sta causando danni enormi anche a pomodori, peperoni, melanzane e zucchine oltre che a seminativi come la soia e il mais. Se non si troverà rapidamente un rimedio accettabile, i frutticoltori saranno costretti a estirpare le piante, mandando in fumo ingenti investimenti realizzati negli anni, ma anche tradizioni produttive e possibilità occupazionali per migliaia di persone». Confagricoltura chiederà la dichiarazione dello stato di emergenza del settore ortofrutticolo, la creazione di un coordinamento nazionale per la ricerca di soluzioni al problema, sostenuta da risorse pubbliche statali e regionali, il superamento del divieto legale di introduzione in campo della vespa samurai, contributi fino al 100% della spesa per l’installazione di reti antinsetto.