L'incontro
L'incontro

Rovigo, 23 marzo 2018 - Ultimo giorno ieri per i 20 dipendenti della società che gestiva il multisala Cinergia, prima che venisse chiuso dopo l’incendio nella notte tra l’8 e il 9 dicembre scorso. Da oggi sono tutti disoccupati. In questi 114 giorni, pur non lavorando, i 20 dipendenti hanno tutti continuato a percepire lo stipendio pieno. Ieri, ultimo giorno sotto contratto, hanno tenuto una conferenza per parlare della loro situazione al Cristallo. 
Il loro portavoce, Fabio Paparella, ha spiegato che da oggi entrano in disoccupazione, assegno al 75 per cento dello stipendio i primi tre mesi. Dal quarto viene sottratto un 3% ogni mese fino ad un massimo di copertura di due anni. «Noi non conosciamo le questioni giudiziarie, ma abbiamo, bambini piccoli, mutui, famiglie da mantenere, ma soprattutto abbiamo una dignità — ha dichiarato Paparella —. La dignità del lavoratore che deve chiedere un sussidio statale per poter tirare avanti, per poter pagare il mutuo, per poter mantenere i figli».

Il loro principale rammarico è che i locali del cinema siano ancora sotto sequestro. «In fin dei conti, secondo il nostro parere da profani e non laureati in giurisprudenza, non ci sono stati né morti né tantomeno feriti e i danni sono solamente strutturali — ha continuato il portavoce —. Non capiamo perché non vengano dissequestrati i locali e non venga data l’autorizzazione ai periti per iniziare le pratiche delle assicurazioni, per quantificare i danni e pensare come rimettere a posto la struttura». I vigili del fuoco hanno terminato le loro indagini. Le fiamme si erano propagate all’interno del negozio New Look di un cinese di 28 anni. L’esercizio vendeva oggettistica, casalinghi, al piano terra del complesso «Il Sagittario» che si trova a fianco al centro commerciale «La Fattoria» di Borsea, sulla Statale 16.

«Dal 2006 abbiamo fatto funzionare Cinergia bene, anzi benissimo, fino a posizionarla fra le multisale da 8 schermi più performanti d’Italia — ha detto Paparella ieri —. Se tutto fosse andato liscio, il 23 marzo, un’altra società avrebbe dovuto succedere a Cinergia, nella gestione del multisala, e tutti noi lavoratori avremmo dovuto essere assorbiti da questa nuova società per effetto di un diretto interessamento dei nostri titolari. Un passaggio indolore, che non avrebbe comportato nessun disagio, né per noi, né per Cinergia, né per la società subentrante». La notte dell’incendio alcune sale del cinema ospitavano ancora degli spettatori che stavano guardando film seduti sulle poltroncine. Per fortuna sono tutti usciti in tempo, incolumi. «Si è parlato molto, forse troppo, del cinema in città, di dove andrebbe collocato, ma non si è mai spesa una parola per queste persone i cui destini sono appesi ad un filo», ha concluso amaramente Paparella.