Confine con la zona rossa
Confine con la zona rossa

Rovigo, 9 marzo 2020 - Strade deserte, solo qualche pssante attraversa veloce la piazza. A Boara Polesine, terra di confine, si respira un clima surreale. Oltre il fiume Adige, appena al di là del ponte, c’è la provincia di Padova che è stata dichiarata zona rossa. Con le disposizioni sul Coronavirus è vietato attraversare quel ponte e sono adesso in tanti ad avere paura del contagio. La gente nella frazione, che conta 2.616 abitanti, si chiude in casa. Nessuno da queste parti quando si incontra si dà più la mano.

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Le disposizioni governative, che istituiscono zone rosse in Lombardia e mezzo Veneto (Padova, Venezia e Treviso), vietano di oltrepassare la striscia d’acqua dell’Adige. Drammatica la situazione delle tante famiglie divise dal fiume che non si potranno vedere almeno fino al 3 aprile. Oltre il ponte, nei primi paesi della provincia di Padova come Boara Pisani, Solesino e Stanghella, ci sono parenti, amici. E’ probabile che le scuole rimangano chiuse più a lungo visto l’elevato numero di studenti, residenti in provincia di Padova, che non potrebbero partecipare alle lezioni. Molti residenti di Boara Polesine temono di non poter andare a lavorare al di là del ponte e confidano nel rilascio di permessi dei datori di lavoro.

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Proseguono inoltre i controlli. Chi infrange la quarantena rischia fino a tre mesi di carcere e 216 euro di multa. Non è ancora chiaro se verrà allestito un blocco stradale sul ponte o se verranno solamente fatti controlli a campione. "Faccio l’autotrasportatore – racconta Massimo Gambineri –, devo andare in un magazzino a Padova a prendere il furgone. Spero che il mio datore di lavoro mi faccia un permesso altrimenti sono rovinato. Devo poter dimostrare che mi sposto per motivi di lavoro, dovrei arrivare fino a Trento ma non so se mi fanno passare. Mi sono trasferito da Arezzo a Boara Polesine un anno fa per lavoro e ora rischio di restare a casa. Se avessimo chiuso le frontiere probabilmente ora non ci troveremmo in questa situazione. Ai tempi della Sars non ci fu tutto questo disagio, Berlusconi chiuse il Paese e ci furono pochi contagi". "L’istituzione della zona rossa in provincia di Padova – dice Fabio Pavan – rappresenta un grave problema.

Cosa cambia nelle 'zone rosse' fino al 3 aprile

Le informazioni diffuse dai media generano preoccupazione. Tanti rodigini lavorano nella bassa padovana, bisogna capire se e come potranno passare il ponte. Ho sentito di una signora di Lusia venuta dal medico di base proprio qui, a quanto pare hanno messo tutto l’ambulatorio in quarentena". "Lavoro al Famila di Lendinara – spiega Claudio Vanzan –, non so come farà ad arrivare la merce. Sabato sera i locali di Rovigo erano pieni, mi sa che a breve diventeremo anche noi zona rossa. Tra pochi giorni tutti gireranno con le mascherine. Purtroppo fino ad ora non è ancora arrivato il sostegno economico a chi non può lavorare perché in quarantena".

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"Quello che dicono in televisione – sostiene Franco Quaglio – è molto preoccuopante. Sono in pensione e non devo muovermi per lavoro, devo andare spesso in ospedale e ho paura di prendermi il virus". "Boara Polesine e Boara Pisani – intervi ene Luca Resente – sono una realtà unica. Non sappiamo se e come andare al lavoro, se consentono il passaggio si rischia di diffondere ulteriormente il contagio".

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