Dopo un iter lungo oltre un anno e mezzo, e non senza polemiche accese, Adria si è dotata di un nuovo regolamento del decoro urbano. Giovedì notte il consiglio comunale, al termine di una seduta di 7 ore, ha approvato il nuovo testo che andrà a sostituire quello votato nel 2003. Il nuovo regolamento, fortemente voluto dalla maggioranza civica e in particolare dall’assessore Andrea Micheletti, contiene quattro novità...

Dopo un iter lungo oltre un anno e mezzo, e non senza polemiche accese, Adria si è dotata di un nuovo regolamento del decoro urbano. Giovedì notte il consiglio comunale, al termine di una seduta di 7 ore, ha approvato il nuovo testo che andrà a sostituire quello votato nel 2003. Il nuovo regolamento, fortemente voluto dalla maggioranza civica e in particolare dall’assessore Andrea Micheletti, contiene quattro novità principali: introduzione delle guardie ecologiche, utilizzo delle fototrappole, intervento e recupero facilitato delle aree degradate e diffida amministrativa per azioni negative sanabili. "Il mio obiettivo è lasciare questa città un pochino migliore di come l’ho trovata quando sono arrivato – le parole di Micheletti – vogliamo rendere Adria più bella. La bozza sulle minigonne presente all’inizio, che tante polemiche aveva provocato? Era una misura eccessiva per Adria, l’abbiamo tolta. Vero che ci abbiamo messo due anni a votare il testo". La minoranza non ha risparmiato critiche. "La rivoluzione tanto paventata dai civici si è rivelata ben poca cosa – la sferzata di Sandro Gino Spinello (Pd) – rispetto al testo iniziale è stato cambiato molto". "Il regolamento non era una priorità per Adria – gli fa eco Paolo Baruffaldi (Lega) – abbiamo trascurato il dibattito su scuole, ospedale e crisi economica. Vero che è stato spolpato dalle cose inaccettabili presenti all’inizio, ma l’impianto sanzionatorio è rimasto". Non meno teneri Massimo Barbujani (Bobosindaco) e Giorgia Furlanetto (Fdi). "Altro che decoro urbano – tuona l’ex sindaco – Adria è sempre più trascurata, basti pensare alla sporcizia del Canalbianco, al corso Vittorio Emanuele e al municipio". "Abbiamo smontato il testo pezzo dopo pezzo – attacca Furlanetto – compresi i divieti di minigonne e abiti succinti". Il primo cittadino ha chiesto un incontro con il ministro della Salute per sapere l’indirizzo del governo sul mantenimento dei punti nascita. Quanto all’impianto natatorio di via Lampertheim, Barbierato ha annunciato che le vasche interne, chiuse un mese fa a causa di una crepa, riapriranno ad agosto per i corsi destinati ai disabili.

Stefano Chiarelli