Due agenti della polizia nel corso di un’operazione di controllo (foto Donzelli - archivio
Due agenti della polizia nel corso di un’operazione di controllo (foto Donzelli - archivio

Rovigo , 19 novembre 2019 – In pieno centro gli agenti in borghese della polizia di Stato sono riusciti ad arrestare in flagranza di reato un 31 enne nigeriano mentre spacciava eroina nei pressi di via Badaloni. L’acquirente era un rodigino di 35 anni, consumatore di lungo corso. Un soggetto dipendente dalla sostanza stupefacente. Aveva pagato la dose 20 euro (erano circa 0,7 grammi) ma lo scambio di eroina e denaro si è concretizzato, a sua insaputa, sotto gli occhi dei poliziotti. L’acquirente è stato ascoltato a sommarie informazioni e, poiché trovato in possesso della dose, è stato costretto a confessare la ricostruzione degli agenti.

Il nigeriano, invece, Gideon Acha, è stato arrestato ed è già comparso di fronte al giudice del Tribunale di Rovigo che ha convalidato l’arresto e ha disposto, come misura cautelare nei suoi confronti, l’obbligo di firma tre volte la settimana alla polizia giudiziaria. In attesa del processo dunque il 31 enne non potrà allontanarsi troppo dalla città dove formalmente, peraltro, non risiede poiché risulta essere senza fissa dimora. Venerdì, lo spacciatore, quando si è accorto dell’intervento imminente dei poliziotti ha ingoiato le piccole palline chiuse che teneva sotto la lingua, pronte ad essere deglutite proprio in casi come questo o vendute. Sono piccole sfere perfettamente sigillate che contengono ognuna una dose di eroina.

Allora è stato accompagnato all’ospedale di Rovigo e piantonato due giorni in attesa che defecasse. E’ stato a quel punto che un poliziotto ha recuperato le palline contenenti le dosi di sostanza stupefacente, in tutto sono stati sequestrati 5 grammi. L’arrestato risultava sconosciuto alle forze dell’ordine della città. Ora invece a Rovigo dovrà subire un processo nel quale si difenderà, con scarse opportunità di successo, dell’accusa di spaccio di stupefacenti. Il sequestro della sostanza che aveva deglutito e poi defecato sarà utilizzata come prova di fronte al giudice. E potrebbe risultare schiacciante.