West Nile, sintomi e prevenzione

Cronaca

A dispetto del nome, che pure ne tradisce l’origine (il primo focolaio venne registrato negli anni Trenta in Uganda, lungo uno dei due rami del Nilo) la malattia nella maggior parte dei casi si manifesta con sintomi influenzali, febbre, mal di testa, male alle ossa, chi si ammala neanche lo sa.

Nei soggetti più deboli come gli anziani può manifestarsi in forma più grave, arrivando a toccare il sistema nervoso centrale. In media, il 5 per cento dei casi arriva a questa fase, che può portare a encefalite, coma e morte. Per l’uomo non esiste una cura né un vaccino, non possiamo far altro che curare i sintomi, nell’arco di qualche settimana i pazienti sviluppano l’anticorpo. Il contagio non avviene da uomo a uomo, solo attraverso le punture di zanzara. Nei luoghi più a rischio, però, ai donatori di sangue viene fatto un test specifico, il Nat. Se nel sangue viene individuato l’anticorpo alla West Nile, quella persona non può più donare.

Per il Polesine la West Nile è una relativa novità. Le regioni storiche sono Veneto, Friuli ed Emilia Romagna, negli ultimi anni nel Nord Italia sta procedendo verso Ovest passando prima da Mantova e da Cremona. Peculiarità del Polesine è la presenza di diversi corsi d’acqua che, causa il forte caldo estivo, possono seccarsi e favorire la nascita di pozze d’acqua stagnanti: il terreno ideale per favorire lo sviluppo delle zanzare comuni

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