Rovigo, 10 maggio 2018 - Dopo una condanna al tribunale di Bologna a 3 anni e 4 mesi per Carlo Catalano ne è arrivata un’altra, ieri, a tre anni, al tribunale di Rovigo. Si fingeva un fruttivendolo ambulante, adescava gli anziani tra i 70 e i 90 anni offrendo arance, mandarini, ortaggi e poi li scippava.

Il 40enne, originario di Pomigliano D’Arco, in provincia di Napoli, ma residente da una decina d’anni a Finale Emilia, in provincia di Modena, era stato pedinato dai carabinieri di Castelmassa che dopo oltre due mesi di indagini lo hanno colto in flagranza di reato il 26 gennaio 2017 a Casalecchio di Reno, in provincia di Bologna. Agiva nelle province di Rovigo, Padova, Bologna, Ferrara e Verona. I comuni polesani dove ha colpito sono Badia, Borsea, Canaro, Castelnovo Bariano, Ficarolo e Salara. Era tendenzialmente abitudinario, in provincia di Rovigo si recava prevalentemente il lunedì. È già stato celebrato il processo, al tribunale di Bologna, con rito abbreviato.

Catalano deve scontare la pena nel carcere di Bologna. Si tratta di un pluripregiudicato per per reati contro il patrimonio e la persona, celibe, disoccupato. Con il pretesto di regalare o vendere a basso costo della merce fresca, talvolta addirittura a scopo pubblicitario in relazione alla fantomatica inaugurazione di un negozio, avvicinava le vittime con fare amichevole e garbato ed offriva loro borse o cassette ricolme di prodotti: non appena gli anziani mettevano mano al portafoglio per corrispondergli pochi euro, il malvivente sottraeva loro con destrezza il denaro ed i documenti. Le vittime venivano avvicinate per strada ed in queste occasioni l’uomo si impossessava del portafogli abbracciandole per ringraziarle oppure letteralmente strappandolo di mano. In altre occasioni la vendita avveniva porta a porta, sicché Catalano, una volta entrato in casa, oltre al denaro si impossessava anche di altri beni quali orologi ed altri oggetti di valore. Durante l’ultimo furto, quello di Casalecchio di Reno, Catalano aveva sottratto ad un anziano il portafoglio con dentro 300 euro. I carabinieri hanno reso noto che le indagini sono state complesse perché l’uomo utilizzava veicoli differenti. E le vittime, distratte da frutta e ortaggi, difficilmente ricordavano con chiarezza i lineamenti del malvivente che indossava un berretto. Una però ha ricordato il tatuaggio di una Madonna sull’avambraccio. Durante le indagini sono stai processati per diverse settimane dati ottenuti da videocamere di sorveglianza. La sentenza di ieri è del giudice Raffaele Belvederi del tribunale di Rovigo.