Giacomo Magaraggia, morto a 34 anni. Sul corpo del giovane sarà eseguita l’autopsia
Giacomo Magaraggia, morto a 34 anni. Sul corpo del giovane sarà eseguita l’autopsia

Rovigo, 1 novembre 2020 - E' morto Giacomo Magaraggia, aveva solo 34 anni. Venerdì alle 19 circa è stato accompagnato al pronto soccorso dal medico di famiglia perché aveva la pressione bassissima e non si sentiva bene dal giorno prima. Per via dell’emergenza Covid i medici sono rimasti in contatto con la famiglia via telefono.

Poco dopo il ricovero il paziente è stato intubato, era in arresto cardiaco. Il suo quadro clinico è precipitato e attorno alle 22 la madre ha ricevuto la tragica notizia della morte del figlio. L’ospedale ha chiesto il consenso all’autopsia perché le ragioni di una morte così repentina sono al momento ignote. La mamma ha già firmato la liberatoria. L’esame sul cadavere del 34enne rodigino non verrà eseguito prima di lunedì. Una volta terminato, il corpo sarà restituito ai genitori e il funerale verrà celebrato in forma privata a Bagnolo di Po, dove si trova la tomba della famiglia Magaraggia.

Troppo grande per essere condiviso il dolore del padre Roberto, molto conosciuto in città (è stato a lungo consigliere comunale), della madre Lucia Picanza, medico di medicina generale in pensione da circa un anno, e del fratello Alberto, avvocato. Giacomo viene descritto da chi lo conosceva come una persona meravigliosa, sorridente, educatissima, sempre curata. Lavorava a Padova come impiegato a Sistemi Territoriali. Da giovane aveva giocato a calcio e livello provinciale, era un goleador. La buttava dentro con estrema frequenza e facilità, aveva talento.

Si era diplomato a Ragioneria, andava in palestra, fisicamente sembrava in forma smagliante anche ultimamente. Lunedì e martedì aveva lavorato da casa, a Rovigo, in smart working, viveva da solo ma non lontano dai genitori. Mercoledì sera aveva fatto un tampone rapido, fuori dall’ospedale. Come tante altre persone aveva sfruttato la possibilità messa a disposizione dall’ospedale cittadino. Era risultato negativo.

La mattina dopo, giovedì, non si sentiva tanto bene ed è rimasto a casa dal lavoro. Non aveva appetito, ma non aveva febbre. Non manifestava sintomi particolari, a parte un dolore alla bocca dello stomaco. Sembrava solamente stanco. La mattina dopo però stava peggio e continuava a non avere appetito. Nel pomeriggio è stato visitato dal medico di famiglia, la pressione era bassissima e il medico ha deciso che doveva essere portato immediatamente all’ospedale dove è entrato e non è più uscito.

Giacomo era un generoso, ogni anno organizzava un torneo di calcio a 7 a San Bortolo. Con gli amici raccoglieva soldi da donare all’associazione donatori midollo osseo. L’iniziativa di una persona con un cuore grande che però si è fermato, improvvisamente, apparentemente senza un perché.