MARIO TOSATTI
Cronaca

Giulia Baroncini nel Viaggissimo come Luigi Masetti, papà del cicloturismo

A 130 anni di distanza la giovane ciclista polesana ripropone il percorso compiuto in bici dal suo compaesano da Trecenta agli Stati Uniti

La 33enne Giulia Baroncini sulle orme di Luigi Masetti
La 33enne Giulia Baroncini sulle orme di Luigi Masetti

Trecenta, 06 giugno 2023 – Una mattinata interamente dedicata alla figura storica del polesano Luigi Masetti con la partenza del ‘Viaggissimo 2.0’, che vedrà la partenza di Giulia Baroncini, 33anni, in bicicletta percorrendo gli itinerari del papà del cicloturismo.

Ieri la partenza alle 9.30 dal parco ‘Luigi Masetti’ a San Bellino (Ro) con pedalata organizzata dalla Fiab di Rovigo; quindi arrivo davanti al monumento di ‘Luigi Masetti’ di Trecenta, suo paese natale e a seguire ritrovo al teatro comunale ed incontro con la scuola media ‘Nicola Badaloni’, poi conferenza stampa in sala consiliare nel Comune di Trecenta seguito da un momento di ristoro con la Pro Loco di Trecenta.

Alle 14.30 altra pedalata tra i Gorghi di Trecenta fino a Sariano all’ostello Barios. Protagonista assoluta Giulia Baroncini che dal Polesine fino agli Stati Uniti con la sua bicicletta seguirà il percorso compiuto nel 1893 da Luigi Masetti. La partenza per quello che è chiamato il ‘Viaggissimo 2.0’ alle 15 in direzione di Milano via Mantova e verso Londra, per poi fare capolinea Chicago Stati Uniti d’America.

La ‘scelta’ di Giulia Baroncini

Tutto è nato due anni fa mentre la giovane Giulia Baroncini stava leggendo il libro ‘L’anarchico delle due ruote’ di Luigi Rossi edito da Ediciclo. “Ricordo, come se fosse ieri - scrive Giulia in merito alla scelta di ripetere quest'incredibile avvenutura – quel giorno quando sono entrata in libreria alla ricerca di ispirazione perché stavo attraversando una fase di crisi esistenziale e avevo un disperato bisogno di svagare la mente. Appena mi sono fermata davanti agli scaffali di letteratura di viaggio, la mia attenzione viene subito attirata dalla copertina argento e dal titolo di questo libro. Mi immaginavo già questo spavaldo signore in sella alla sua bici alla scoperta di chissà quali mondi. E infatti non ci avevo visto così male. A ripensarci bene, non sono stata io a scegliere il libro, ma il libro ha scelto me, servendomi su un piatto d’argento un personaggio di tutto rispetto, il buon Luigi Masetti che è capitato nella mia vita (in)consapevolmente proprio per guidarmi nella mia fase di perdizione che stavo attraversando. Non pensavo proprio di trovare alcune risposte esistenziali in un libro di letteratura di viaggio ottocentesca. Ma come tutti ormai sappiamo, la vita ci riserva sempre delle belle sorprese. Ho letteralmente divorato tutti i capitoli e, una volta chiuso il libro, mi sono detta (e anche promessa) ‘Seguirò anche io le sue orme!’ perché questo signore ha risvegliato in me, parte della mia indole che avevo messo a tacere da tempo. Entrambi parliamo le stesse lingue straniere, abbiamo lavorato negli alberghi, adoriamo viaggiare e le avventure in bici, abbiamo lo stesso pizzico di follia. Oltretutto, i miei nonni sono di Trecenta, un piccolo paese nel Polesine, dove lui era nato. Per due anni l’idea di farlo rivivere non mi ha mai abbandonata e così all’inizio del 2023 ho cominciato a concretizzare il tutto, sentivo che era giunto il momento. E così che la crisi esistenziale comincia a diventare benzina per cominciare una nuova vita”.

La storia del primo Viaggissimo

Era il Marco Polo della bicicletta, un ragazzo del Duemila nato per sbaglio nella seconda metà dell'Ottocento che, senza saperlo, ha cambiato il mondo. Polesano di nascita, milanese d'adozione, cittadino del mondo per vocazione, Luigi Masetti è stato il primo ciclo viaggiatore italiano, un avventuriero senza confini e senza paura. Con una mappa strappata da un atlante scolastico partì da Aosta per arrivare in Egitto lungo la rotta della campagna di Napoleone fino alla Piramide di Cheope; raggiunse il Marocco per poi invertire la bicicletta e dirigerla verso la Norvegia, direzione Capo Nord; da Mosca puntò verso Costantinopoli, in Turchia, da Milano pedalò fino a Chicago, sede dell'Expo 1893, via Liverpool e New York. Raccontò l'America dalle colonne del Corriere della Sera, giornale al quale chiese, con una lettera scritta a mano e la faccia tosta di chi insegue l'impossibile, 500 lire per imbarcarsi in cambio dei suoi reportage in bicicletta. Fu ospite alla Casa Bianca del presidente degli Stati Uniti, Grover Cleveland e in Russia della dimora di Leone Tolstoj. Era global, ecofriendly e social, capi l'importanza dell'immagine e della comunicazione all'alba dei giornali, quando non esistevano radio, tv e internet, un grande italiano a cui l'Italia, come spesso fa con i suoi figli migliori, non ha mai dato il valore che merita. Scrivevano nel 1893: "Se fosse stato francese sarebbe stato portato sugli scudi, se fosse stato americano si sarebbe fatto una sostanza, ma è italiano, non è quindi da stupirsi, se fuor che da pochi, il suo viaggio ardito è calcolato un nonnulla”. Oggi, a 130 anni dal Viaggissimo, come Luigi Masetti ribattezzò la sua avventura americana, un’altra polesana, Giulia Baroncini, 33 anni, polesana di Lusia ha deciso di ripercorrere pedalata su pedalata, per rendergli omaggio in occasione dell’anniversario, lo stesso viaggio seguendo lo stesso itinerario, le stesse modalità di viaggio ma trasformando il suo reportage in un video racconto quotidiano alla riscoperta dell’America. Un viaggio che unisce due avventure lontane nel tempo ma uguali nella passione.