Michele Capanna con Alberto Stefani
Michele Capanna con Alberto Stefani
Da Porto Tolle, Porto Viro, Rosolina al distretto della giostra di Melara, Bergantino e Calto. Il commissario regionale della Lega onorevole Alberto Stefani, 28 anni, visita il Polesine. "Il nostro territorio – dice Michele Capanna, coordinatore della Lega di Adria – è stato il primo ad essere visitato. Perché, sono le sue parole, il Polesine è sempre stato trascurato in passato, mentre invece ha delle grandi potenzialità. Dopo avere incontrato i...

Da Porto Tolle, Porto Viro, Rosolina al distretto della giostra di Melara, Bergantino e Calto. Il commissario regionale della Lega onorevole Alberto Stefani, 28 anni, visita il Polesine. "Il nostro territorio – dice Michele Capanna, coordinatore della Lega di Adria – è stato il primo ad essere visitato. Perché, sono le sue parole, il Polesine è sempre stato trascurato in passato, mentre invece ha delle grandi potenzialità. Dopo avere incontrato i dirigenti locali della Lega, Stefani ha visitato alcune aziende". Un tour dalla pesca al mondo del divertimento, dai porti alle giostre. "Ringraziamo il nostro commissario – riprende Capanna – dell’attenzione dimostrata. Si è parlato del governo Draghi. Io ritengo che nominando il prof. Draghi il presidente Mattarella abbia messo tutti i partiti di fronte alle proprie responsabilità ed un partito come la Lega non poteva sottrarsi. Il ceto produttivo del Nord, che costituisce la base elettorale della Lega, considerato che Mattarella non avrebbe concesso le elezioni, voleva che il nostro partito entrasse nel governo Draghi e contribuisse a decidere come investire al meglio le risorse del Recovery Fund. La presenza della Lega serve a garantire che i fondi vengano utilizzati per lo sviluppo e la crescita, e non distribuiti a pioggia, secondo logiche assistenzialistiche, come successo in passato. L’ingresso della Lega nel governo Draghi è l’occasione per dimostrare che l’etichetta di antieuropeisti che ci hanno dato per anni era sbagliata. La Lega si colloca in un contesto europeo dove è però necessaria la modifica di alcune regole. A nessuno, per lo meno in Italia, piaceva un’Europa che promuoveva politiche di austerità che hanno generato una spirale di povertà. Adesso vediamo un netto cambiamento di rotta. La sospensione del patto di stabilità, del divieto degli aiuti di Stato, del rapporto deficit-PIL al 3%, sono cambiamenti che, seppur accelerati dalla pandemia, ci danno ragione su quello che la Lega da anni dice sull’Europa. Dicono che la Lega è cambiata ma è evidente che è l’Europa ad esserlo. Certo, ci aspettavamo una maggiore discontinuità rispetto al precedente governo ma in un momento di emergenza nazionale, come quello in cui stiamo vivendo, ogni forza politica deve fare qualche passo indietro nell’interesse del bene comune".