MARIO TOSATTI
Cronaca

Rovigo, imprese fantasma e false fatture per oltre 7 milioni di euro

12 le aziende nel commercio di condizionatori, pallet, materiale elettrico e ferroso nelle province di Rovigo, Vicenza, Verona, Mantova e Brescia ma che in realtà erano prive di sede operativa, magazzini, mezzi e forza lavoro

False fatture: i soldi venivano restituiti in contanti

False fatture: i soldi venivano restituiti in contanti

Rovigo, 31 maggio 2023 - Un sistema fraudolento nell’ambito del quale operavano imprese aventi sede legale nelle province di Rovigo, Vicenza, Verona, Mantova e Brescia e apparentemente attive nei settori del commercio di condizionatori, pallet e materiale elettrico e ferroso, che risultavano prive di sede operativa, di magazzini, di mezzi e di forza lavoro oltre che gestite da soggetti senza alcuna esperienza imprenditoriale (i titolari svolgevano diversi lavori: badante, barista).

Tali imprese, secondo la ricostruzione investigativa, avevano il compito di emettere false fatture di vendita nei confronti di aziende, che in tal modo beneficiavano di notevoli vantaggi fiscali, e che venivano formalmente pagate con sistemi tracciati ma di fatto le somme sborsate venivano restituite in contanti, generando così grossi movimenti di valuta.

Le tecniche usate per creare crediti di imposta

In un primo tempo, le imprese compiacenti si sarebbero interposte fittiziamente nell’acquisto di condizionatori provenienti dall’estero, principalmente est Europa, a vantaggio di un’importante impresa che, grazie alle cessioni sottocosto, avrebbe ottenuto merci a prezzi concorrenziali.

In seguito, l’attività illecita si sarebbe concretizzata nella cessione, ancorché solo cartolare (ossia fittizia), di pallet, di materiali ferrosi e, marginalmente, di materiali elettrici a vantaggio di altre imprese più piccole.

Un’importante accelerazione alle indagini, sviluppate anche attraverso il riscontro delle indagini bancarie, è stata impressa dalle perquisizioni domiciliari e locali disposte dalla Procura della Repubblica di Rovigo, nel corso delle quali sono stati trovati riscontri alle condotte ritenute dagli investigatori illecite.

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Fatture false per 7 milioni di euro

Complessivamente sono state accertate fatture false per oltre 7 milioni di euro, denunciati gli amministratori di diritto e di fatto delle società coinvolte per i reati di false dichiarazioni fiscali mediante emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. La Procura della Repubblica di Rovigo ha così richiesto e ottenuto dal Gip il sequestro preventivo diretto e per equivalente dell’intero profitto dei reati contestati. Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari ed è tuttora sottoposto al vaglio della Procura della Repubblica di Rovigo. Gli elementi raccolti nel corso delle indagini penali sono stati utilizzati, altresì, per le contestazioni fiscali in capo alle aziende e ai loro amministratori con lo scopo di recuperare anche sul versante erariale le imposte evase. In tale sede sono stati recuperati a tassazione proventi illeciti, costi indeducibili e Iva evasa per un totale complessivo di euro 1.200.000. Gli atti delle attività ispettive amministrative sono ora a disposizione dell’Agenzia delle Entrate per il recupero dei tributi evasi e l’irrogazione delle sanzioni.

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