Lamiere carbonizzate, tragedia sull'Eridania
Lamiere carbonizzate, tragedia sull'Eridania

Rovigo, 22 settembre 2020 - Due morti, paesi sotto choc. L’incidente mortale, avvenuto domenica pomeriggio a Cà Matte di Canaro sulla strada statale 16, ha lasciato attoniti i cittadini di Canaro e Villadose, Comuni dove risiedevano le vittime. Nicolae Sirbu, 54 anni, moldavo, era al volante di una Bmw 530 grigia e viaggiava in direzione Rovigo quando all’altezza del ristorante ‘San Lorenzo’ ha incrociato la Fiat Punto guidata da Lauro Girotto, 56 anni, di Villadose, che proveniva da Rovigo e stava girando a sinistra in via Nazionale, verso il fiume Po.

Un impatto violento, fatale a Sirbu e Ghirotto. È rimasto miracolosamente illeso Alin, rumeno, 30 anni, che era a bordo con il moldavo. Nicolae Sirbu abitava in via Vittorio Emanuele a Canaro e il figlio lavora come vivaista. "Lo conoscevo di vista – spiega Silvio cittadino rumeno che abita nella stessa via –. Era una persona sempre molto attenta alla famiglia e che pensava solo a lavorare. Un uomo tranquillo".

Nicolae lascia la moglie, dalla quale era separato, e i due figli, un maschio e una femmina.

Lauro Girotto, di Villadose, abitava con la madre Fernanda da sempre. La sua vita è stata ‘segnata’ dall’incidente avvenuto nel 1981. Era sopravvissuto miracolosamente, ma dovette convivere con il dolore della morte del fratello Maurizio. Lauro non era sposato. Lascia il fratello Michele e la sua famiglia oltre alla mamma Fernanda che aveva perso il marito oltre 30 anni fa. Era anche secondo cugino del sindaco Gino Alessio.

"Dopo quell’incidente – dice il primo cittadino – era diventato una persona molto riservata e usciva difficilmente salvo qualche volta con gli amici più cari. Lavorava come operaio. Alla notizia della sua morte sono rimasto molto addolorato, non ci credevo ed ho sperato fino all’ultimo che fosse un’omonimia. Ho chiamato il fratello Michele, era distrutto dal dolore. Lauro era una persona buona, molto attento alla cura della propria abitazione, lo si vedeva spesso fuori impegnato per alcuni lavoretti di sistemazione. Grandi sono lo strazio e la commozione – conclude Alessio – per la sua scomparsa. Le mie più profonde condoglianze alla famiglia".

Nell’impatto quasi frontale ed estremamente violento il punto di contatto in entrambe le auto è stato l’angolo del conducente. La Fiat ha preso fuoco ed è stata trasportata una trentina di metri più avanti, Girotto è rimasto dentro ed è morto carbonizzato. La Bmw, alimentata a diesel, è finita fuori strada oltre la Punto, in un fossato dopo aver attraversato tutta la carreggiata. C’è stato un principio d’incendio, è esploso l’airbag ma non c’è stato nulla da fare per il 54 enne moldavo che non aveva le cinture.

È servito più tempo per identificare invece il signore di Villadose che alle spalle aveva un incidente del 1981. Sul posto, per i rilievi, sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Castelmassa. Agghiacciante la scena che si era presentata ai soccorritori.

C’erano frammenti d’auto ovunque sulla carreggiata ma l’ampio parcheggio del ristorante ha risolto i problemi di viabilità, con l’ausilio di alcuni agenti di polizia di Stato che h anno convogliato il flusso veicolare in entrambe le direzioni proprio sullo spiazzo. Il pubblico ministero di turno alla procura di Rovigo era Francesco D’Abrosca, che attende gli atti per valutare il da farsi ma essendo morti i due conducenti non ci sono persone indagabili.