di Agnese Casoni BERGANTINO La crisi dovuta alla pandemia non ha bloccato i sogni ed i progetti di Giorgio Cuoghi (foto), proprietario dell’azienda ‘Lights Co’ di Bergantino. Cuoghi ha di recente testato la sua ultima invenzione: l’acquasantiera elettronica, ideata per sopperire all’impossibilità di usare quella tradizionale, a causa dell’emergenza sanitaria. L’azienda normalmente si occupa di illuminazioni per giostre ma con l’arrivo del Covid aveva dovuto fermarsi. Dopo i primi giorni di chiusura totale, il titolare si è rimboccato le maniche...

di Agnese Casoni

BERGANTINO

La crisi dovuta alla pandemia non ha bloccato i sogni ed i progetti di Giorgio Cuoghi (foto), proprietario dell’azienda ‘Lights Co’ di Bergantino. Cuoghi ha di recente testato la sua ultima invenzione: l’acquasantiera elettronica, ideata per sopperire all’impossibilità di usare quella tradizionale, a causa dell’emergenza sanitaria. L’azienda normalmente si occupa di illuminazioni per giostre ma con l’arrivo del Covid aveva dovuto fermarsi. Dopo i primi giorni di chiusura totale, il titolare si è rimboccato le maniche e ha convertito la produzione, inizialmente virando sui termoscanner. Grazie a questa idea, ha potuto quindi evitare l’uso della cassa integrazione e riportare in produzione tutti i dipendenti.

"Ci sono otto persone che la lavorano nell’azienda - spiega - ma non sono solo dipendenti, sono parte di una grande famiglia. Dopo i primi giorni ho deciso di iniziare ad osservare ciò che stava accadendo e ho cercato di capire cosa poteva servire". È così nata l’idea di produrre i termoscanner, sfruttando le conoscenze tecniche ed informatiche. "Strutture a colonna che, al passaggio, misurano la temperatura corporea - conferma - sono certificati e tarati in un laboratorio accreditato. Li avevamo proposti anche per i mezzi di trasporto pubblico, in vista della ripresa della scuola".

Concluso il progetto Cuoghi ha però deciso di non restare con le mani in mano e ha iniziato di nuovo ad studiare. "Ho osservato il mondo dei distributori di gel che si trovano in molte attività - spiega -. Ho notato che anche nei luoghi come le chiese poteva esserci la necessità di un prodotto simile. Con l’emergenza sanitaria non si può usare la normale acquasantiera e sono convinto che dopo quanto successo non torneremo più a mettere le mani nella stessa vasca". Il ‘dispenser’ è dotato di batteria ricaricabile, per l’eventuale mancanza di prese elettriche all’interno della chiesa, e di una fotocellula.

"Basta mettere la mano per far scendere qualche goccia di acqua, necessaria per fare il segno della croce - spiega -. La durata della batteria è di circa 3 giorni". Il prodotto è stato donato e testato nella chiesa del paese. Ieri mattina, "in accordo con Don Giuliano, abbiamo portato l’acquasantiera nella chiesa di Bergantino, per la messa delle 10 - conferma -. Dopo la benedizione dell’acqua i fedeli hanno potuto usarla e si sono detti molto contenti di questa soluzione". Cuoghi ora spera che la sua idea abbia lo stesso successo della precedente. "Abbiamo molti progetti in mente, soprattutto legati alla sicurezza delle persone. Non nego che questo periodo sia stato difficile, ma non riesco a stare con le mani in mano. Voglio continuare a fare il mio lavoro, e soprattutto riuscire a far lavorare tutti i miei ragazzi".