STRISCIONI La protesta al mercato di campagna amica ad Occhiobello
STRISCIONI La protesta al mercato di campagna amica ad Occhiobello
Non si ferma la protesta della Coldiretti contro il progetto dell’impianto fotovoltaico nei campi. L’ultima puntata della contestazione degli agricoltori riguarda la valutazione di impatto ambientale, la famigerata Via necessaria per il disco verde del progetto. Secondo la Regione pare che questo documento non sia necessario per l’impianto che dovrebbe sorgere ad Occhiobello. Decisa la presa di posizione di Coldiretti, sia quella del Veneto che della nostra provincia. "I tecnici regionali ritengono che 12 ettari di pannelli solari a terra...

Non si ferma la protesta della Coldiretti contro il progetto dell’impianto fotovoltaico nei campi. L’ultima puntata della contestazione degli agricoltori riguarda la valutazione di impatto ambientale, la famigerata Via necessaria per il disco verde del progetto. Secondo la Regione pare che questo documento non sia necessario per l’impianto che dovrebbe sorgere ad Occhiobello. Decisa la presa di posizione di Coldiretti, sia quella del Veneto che della nostra provincia. "I tecnici regionali ritengono che 12 ettari di pannelli solari a terra non impattano sull‘ambiente", l’atto d’accusa. E’ questa la reazione, molto secca, alla decisione della direzione generale ambiente regionale, che ha ritenuto di non sottoporre alla valutazione diimpatto ambientale l’impianto fotovoltaico di Occhiobello. Dunque, secondo, i tecnici regionali – questa alla fine è la logica conseguenza del loro pronunciamento – non ci saranno ripercussioni ecologiche negative da quell’insediamento con i pannelli a terra. "Da così a peggio, senza una legge ad hoc. Come se 12 ettari ‘coltivati’ a pannelli solari fosse diventata ormai normale amministrazione", afferma il vice presidente di Coldiretti Veneto Carlo Salvan che ricopre anche il ruolo di presidente dell’associazione di categoria della nostra provincia. "Questo comportamento e questa decisione pongono un interrogativo – continua Carlo Salvan –. Ovvero, cosa si debba ritenere l’assenza di ripercussioni negative visto che vengono sottratti 12 ettari di terreno fertile alla produzione di cibo di qualità per farne una distesa di pannelli fotovoltaici a terra". Aspetti questi per Coldiretti Veneto per nulla trascurabili. "Inoltre questa scelta – spiega ancora Carlo Salvan – apre un‘ ulteriore deriva ovvero l‘arbitrio di scegliere questa procedura per altri progetti che interessano non solo Rovigo ma tutte le campagne della regione Veneto. Non passa giorno che non ci sia una o quell‘altra società anche straniera che punti il suo interesse su qualche superficie agricola da accalappiare per piantare moduli solari. Rovigo è diventato il centro dell‘interesse degli investitori ma il problema è ovunque. È necessario – conclude – l’intervento serio e preciso della Regione per disciplinare la materia attraverso una legge ad hoc che affronti una volta per tutte la questione. Non si può lasciare alla libera iniziativa privata la possibilità di sottrarre fertili suoli agricoli per un mero business con l’abbaglio energetico. L‘assalto ai campi è diventato un nuovo interesse che dietro alla produzione di energia pulita nasconde un business. I pannelli possono essere installati sui tetti e in altre aree non idonee all’agricoltura, come la nostra associazione suggerisce da tempo".

Mario Tosatti