Luca Lupato è scomparso  il 5 ottobre 2015 per un linfoma cerebrale
Luca Lupato è scomparso il 5 ottobre 2015 per un linfoma cerebrale

Occhiobello (Rovigo), 14 giugno 2019 -  Luca Lupato è scomparso all’età di 26 anni il 5 ottobre del 2015 per un linfoma cerebrale. La mamma Franca Morotti da quel giorno si batte per conservare la memoria di ‘Lupo’, questo il soprannome del ragazzo che era un punto di riferimento di tanti giovani di Occhiobello. Proprio nei giorni scorsi è stata inaugurata ‘La tana di Lupo’, biblioteca della scuola d’infanzia paritaria Beata Maria Chiara Nanetti di Santa Maria Maddalena. Uno spazio dedicato proprio a Luca Lupato.

L’evento è stato reso possibile grazie alla ‘Casa di Luca’, all’azienda Papola, Eurovo, impresa di pulizie Franceschetti e Amsefc. In ricordo di Luca oggi, alle 20,30, nell’area della parrocchia di Santa Maria si terrà lo spettacolo ‘Akela va in triciclo’ con i ragazzi del gruppo scout. Tanti sono i progetti dedicati alla memoria del giovane. Tra questi quello dell’università di Ferrara, con un premio ‘Luca Lupato’ di 1.500 euro destinato ad uno studio o tesi di laurea discussa al dipartimento di architettura dell’università di Ferrara. Il tema è l’eliminazione delle barriere architettoniche e in particolar modo quelle per gli ipovedenti. Il vincitore per l’anno accademico 2016/17 è stato Aberto Magni. Il 23 ottobre 2016 si è tenuta una cerimonia per l’intitolazione di un parco a Luca. Un’area verde tra le vie Trento e Berlinguer.

«Era capo scout e quel parco – spiega la mamma – è un luogo di ritrovo per famiglie e giovani, abbiamo chiesto al Comune di intitolarlo a Luca, poi abbiamo acquistato una giostra con i tre colori simbolo degli scout». Luca abitava a Santa Maria era un ragazzo solare ed uno studente brillante. Amava lo sport e giocava a basket. «Abbiamo sempre ricevuto una grande solidarietà – prosegue la mamma – dagli amici di Luca. Con questi progetti teniamo viva la memoria di nostro figlio. Era un ragazzo che non si è mai abbattuto anche di fronte alla malattia. Nutriva il sogno di diventare architetto. Ha fatto diversi esami».

Nell’aprile del 2011 contrae una meningoencefalite di tipo tubercolare, che lo lascia cieco, sordo, emiplegico e con problemi di linguaggio. Con tenacia, al ‘San Giorgio’ di Ferrara, fa la riabilitazione fino a natale del 2011 ma rimane ipovedente grave. Fa la riabilitazione visiva nel ‘Centro di ipovisione’di Padova, seguito dal dottore Giovanni Sato e da Roberta Rizzo. Riprende gli studi di architettura, grazie all’aiuto dell’ufficio diritto allo studio e servizi disabilità studenti di Ferrara e alla disponibilità dei professori della facoltà di Architettura. Nel 2014 viene colpito da meningite recidivante. Sostiene l’ultimo esame nel luglio 2015. In sua memoria ogni anno si tiene un torneo di basket.