Da tempo non venivano sequestrare tante pasticche di ecstasy
Da tempo non venivano sequestrare tante pasticche di ecstasy

Lendinara (Rovigo), 9 luglio 2019 .- Lorenzo Bordon, 39 anni di Lendinara, si trova in carcere, in custodia cautelare, indagato per spaccio di stupefacenti. È stato arrestato in flagranza di reato giovedì scorso dai carabinieri del nucleo investigativo di Rovigo, guidati dal maggiore Nicola Di Gesare.

Durante la perquisizione domiciliare sono stati trovati 970 grammi di marijuana, 220 grammi di hashish, 150 grammi di cocaina, 2 dosi di eroina, 88 pastiglie di ecstasy, bilancini elettronici, materiale per il confezionamento degli stupefacenti e 4.150 euro che gli uomini dell’Arma ritengono siano il frutto dell’attività di spaccio. Il quadro indiziario messo a disposizione del sostituto procuratore Francesco D’Abrosca gli ha permesso di ottenere per l’indagato la misura cautelare più pesante. Si è trattato di un’attività che i carabinieri hanno eseguito coordinati dal pubblico ministero D’Abrosca ed innescata dalla segnalazione della mamma di un giovane consumatore.

La donna si era rivolta alle forze dell’ordine preoccupata per suo figlio che temevano fosse piombato nel tunnel della dipendenza dalla droga. Paure che si sono rivelate fondate e che hanno permesso agli inquirenti di risalire al suo presunto fornitore, il compaesano di 39 anni che infatti ora si trova dietro le sbarre in attesa che il pm dichiari chiuse le indagini a suo carico. L’attività del nucleo investigativo però non si è conclusa con l’arresto di giovedì scorso. In questa delicata fase non può essere divulgato il lavoro che stanno portando avanti, ma l’aspetto più interessante a questo punto è seguire la strada della droga a ritroso, capire cioè da dove arrivava e da chi. Perché se è già imponente il quantitativo trovato nell’abitazione del 39enne lendinarese è di sicuro ancor più importante scoprire chi fossero i suoi fornitori.

Inoltre, un aspetto sottolineato dagli inquirenti è legato alle pastiglie di ecstasy. Da molto tempo infatti non ne venivano sequestrate così in abbondanza. Mentre per quanto riguarda eroina, hashish, cocaina e marijuana la diffusione è sempre molto alta. Il nome di Lorenzo Bordon era spuntato, anche se non tra gli indagati, nell’inchiesta su Giovanni Melato, 73 anni di Badia che il 16 maggio 2018 è stato condannato per spaccio a 8 anni in primo grado, a seguito di giudizio abbreviato, dal gup (in seguito si è trasferito al tribunale di Ferrara), Alessandra Martinelli.

L’indagine, ribattezzata Nashi come il frutto, era nata nel 2016. I carabinieri avevano documentato un’intensa attività di spaccio. Al vertice di questa rete era stato individuato Giovanni Melato, che si faceva chiamare «zio» vista la differenza d’età dei collaboratori.