Rovigo, 14 agosto 2019 - Violenze fisiche, botte, schiaffi in testa, offese, minacce (come per esempio "ti butto dalla finestra") ed altri "atti denigratori e lesivi della dignità umana". La polizia di Stato di Rovigo ha eseguito 9 misure cautelari nei confronti di operatori socio sanitari e inservienti di una struttura assistenziale, la casa di riposo Iras, ritenuti responsabili in concorso di reiterati maltrattamenti nei confronti degli ospiti della struttura, soggetti non autosufficienti. Gli indagati sono otto donne, operatrici sanitarie ed un uomo, un inserviente. Tutti sono residenti a Rovigo.

Il gip ha applicato a tutti gli indagati la misura interdittiva del divieto di svolgere attività professionali di dipendenti in strutture sanitarie, socio sanitarie e socioassistenziali, ritenendo "concreto" ed "attuale" il pericolo di reiterazione della condotta criminosa. Il direttore generale di Iras Giovanni Luca Avanzi si dice "sconcertato".  "Non me lo spiego, mai avute segnalazioni dalle famiglie, né dai dipendenti. E' intollerabile", afferma. "Se le accuse venissero accertate prenderemmo ovviamente provvedimenti, intanto avviamo un'indagine interna" (video). 

AGGIORNAMENTO Ora partirà un'indagine interna

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A denunciarli è stata un'operatrice della stessa Iras, una struttura convenzionata, con centinaia di ospiti, che si è presentata alla polizia perchè stanca di assistere ai maltrattamenti. Le dichiarazioni raccolte sono state ritenute verosimili e credibili, successivamente confermate dalle intercettazioni ambientali. Infatti, la polizia aveva piazzato alcune telecamere nelle stanze deid egenti. Il monitoraggio dei luoghi segnalati ha confermato i maltrattamenti nei confronti dei pazienti, costretti giornalmente a subire vessazioni e sevizie.

Il governatore Zaia: "Tolleranza zero"

"Siamo sempre dalla parte della legalità, fra l'altro quella è una realtà commissariata". Lo ha detto il Governatore del Veneto, Luca Zaia, in merito al blitz della polizia di Rovigo alla casa di riposo Iras. "Noi non abbiamo il potere che hanno gli inquirenti - ha aggiunto - per fare intercettazioni telefoniche, ambientali e pedinamenti ma se c'è qualcosa che non funziona ben venga l'azione delle forze dell'ordine e della magistratura: per me tolleranza zero". "Poi - ha rilevato - ovviamente i processi non si fanno in strada ma nelle aule di Tribunale. Ma posso garantire che tutte le denunce che arrivano nei miei uffici vanno in Procura, in questo caso non ne ho avute".