Rovigo, 7 maggio 2018 - Le immagini del ‘Pirata’, le sue volate, il volto segnato dal sacrificio e dalla voglia di vincere. Momenti di commozione, ieri mattina, nel teatro Ballarin di Lendinara in quelal che è stata una giornata dedicata a Marco Pantani. Culinata con l’intitolazione al ciclista del palazzetto che ora porterà il suo nome. Applauditissimi per lunghi minuti dal pubblico che si è alzato in piedi Tonina e Paolo Pantani, i genitori di Marco che hanno perso un figlio prima che un campione, un uomo che correva per vincere in sella alla sua bici lungo le strade e nella vita. Genitori che non vogliono rassegnarsi a questa così dolorosa perdita.

La giornata del campione. L’evento è stato promosso dal Comune, con il sindaco Luigi Viaro, e dalla Pro loco con Rovigo box e fondazione Pantani onlus. A vent’anni dalla vittoria del giro d’Italia e tour di Francia, nel 1999, non hanno voluto mancare all’evento Vincenzo Maenza, olimpionico lottatore a 13 anni già nella nazionale maggiore; Alessandro Vanotti, corridore professionista; Luca Mori, pugile e titolo italiano super welter; Claudio Desolati, ex calciatore della Fiorentina cannoniere della storia della Fiorentina; Daniele Zappaterra, pesi super leggeri, olimpionico medagliato ora tecnico di Rovigo box; Francesco Damiani, pugile con una lunga serie di successi con 32 incontri di cui 30 vinti per ko. Era presenta anche Federico Grandesso che ha letto alcuni passaggi del libro che racconta la sua vittoria sul cancro grazie alla bicicletta. Ogni campione ha presentato la propria esperienza accompagnati dallo speaker Saverio Girotto, da 21 anni speaker dalla nazionale di rugby. In prima fila anche la Libertas ciclisti, i ragazzi del pattinaggio ed un bel numero di appassionati delle due ruote.

Toccante l’intervento di papà Paolo. «Il mio Marco – ha detto – aveva una passione per il ciclismo. Anche da bambino cercava le salite più dure. Dava fastidio a tutto il potere del sistema scommesse che lui non ha mai accettato, questo potere ha voluto distruggere Marco». «Non si tratta di un’intitolazione ma di una tappa – ha detto – per avviare un percorso di riconoscenza a campioni importanti nell’area sportiva. Troverà spazio anche il ricordo di amatori e promotori dello sport che hanno lasciato un segno nella nostra città». Era presente anche l’assessore regionale Cristiano Corazzari che ha sottolineato l’importanza del mettere insieme campioni, volontariato e istituzioni per guardare al futuro di uno sport pulito. E ha ricordato le grandi emozioni che Pantani ha saputo trasmettere. Dopo il saluto del presidente della Pro loco, Claudio Martello, del presidente della fondazione Pantani, del presidente di Rovigo box, di Giulia Sasso, promotrice dell’iniziativa, il toccante intervento di papà Paolo. Sull’area verde del palazzetto dello sport, in via Carlo Alberto Dalla Chiesa, ora svetta la scritta «A ricordo del Pirata, Marco Pantani, grande campione di ciclismo che con le sue indimenticabili imprese ha fatto sognare milioni di italiani». Un simbolo per tutti gli sportivi che andranno al palazzetto.