Nella foto, un arresto eseguito dai carabinieri  in un’immagine di repertorio
Nella foto, un arresto eseguito dai carabinieri in un’immagine di repertorio

Rovigo, 16 ottobre 2019 - L'uomo ieri alle 13 ha parlato, ma era in condizioni fisiche e psicologiche che hanno reso la conversazione con il giudice per le indagini preliminari Pietro Mondaini molto complicata. Il 28enne di Adria, originario di Palermo, che da sabato è in carcere in custodia cautelare accusato del tentato omicidio della moglie, risulta in cura per via della tossicodipendenza da eroina. I farmaci che assume potrebbero aver influito sulla sua capacità di rimanere vigile: mentre era di fronte al Gip in più momenti si sarebbe quasi addormentato. Il suo però finora non è mai stato l’atteggiamento di chi vuol negare l’accaduto: ha di fatto ammesso di aver messo le mani al collo alla moglie 23enne  in preda ad un raptus di gelosia che però potrebbe costare la vita alla giovane cameriera e madre della loro bambina di quattro anni.

AGGIORNAMENTO / Giulia non ce l'ha fatta

Martedì della settimana scorsa, attorno alle 17, il giovane dopo aver aggredito la moglie avrebbe goffamente tentato il suicidio legandosi una corda al collo ma rovinando giù per le scale avrebbe destato l’attenzione di suo fratello, unica persona in casa in quel momento, il quale ha potuto chiamare i soccorsi prima che il cuore della cognata smettesse di battere. Una corsa contro il tempo quella dell’ambulanza che però rischia di non essere sufficiente perché la salute della donna torni quella di prima. Fino a ieri si trovava ancora ricoverata in terapia intensiva, all’ospedale di Rovigo, in stato di coma indotto dai farmaci.
I carabinieri sono entrati in scena solamente il giorno dopo, mercoledì scorso: sono andati a cercare l'uomo e l’hanno trovato a Corbola, piccolo comune confinante con Adria. Lo hanno condotto nei loro uffici dove il 28enne disoccupato ha reso spontanee dichiarazioni, paventando una relazione extraconiugale della donna, da alcuni mesi. Ha detto di aver raccontato quello che era successo il giorno prima sia a sua madre, sia alla zia di sua moglie. A quel punto il giovane è stato accompagnato al reparto di psichiatria dell’ospedale di Adria, accusato inizialmente soltanto di lesioni gravi. Solamente sabato i carabinieri sono andati a prenderlo in esecuzione della misura – disposta dal Gip Mondaini e richiesta dal sostituto procuratore Sabrina Duò – di custodia cautelare in carcere ed è stato indagato per tentato omicidio. Quando si è avvicinato alla moglie per chiederle un ultimo abbraccio le avrebbe detto di essersi reso conto che il loro rapporto era finito ma le ha detto che l’amava ancora, che l’avrebbe amata per sempre. Poi ad un tratto, qualche istante dopo, avrebbe aggiunto che nessuno mai l’avrebbe avuta se non avesse potuto più averla lui. Quindi le ha stretto le mani intorno al collo e l’ha lasciata esanime sul pavimento.

Quando suo fratello l’ha avuta davanti non respirava,e aveva la bava alla bocca. Il polso non dava segnali quando la 23 enne è stata caricata sull’ambulanza verso l’ospedale di Rovigo. Le sue condizioni nei giorni successivi non sarebbero migliorate ed ora le speranze che si possa riprendere completamente sarebbero davvero flebili. Non dovesse farcela è chiaro che l’accusa nei confronti del marito si tramuterebbe da tentato omicidio da omicidio volontario. Quando la ragazza  è stata portata via con l’ambulanza, stando al cognato, il marito si sarebbe messo a piangere.