Borsea (Rovigo), 11 luglio 2018 - Sabato pomeriggio è stato ritrovato il cadavere di Massimo Pasetto, 50 anni, di Borsea. Abitava in un appartamento nelle case popolari di fronte al campo sportivo, in via dell’Artigianato. Il decesso era avvenuto circa una settimana prima. L’uomo non era sposato, non aveva figli, non lavorava. Spesso mangiava alla mensa della curia. Lascia due fratelli ed una sorella. Sono stati i vicini a chiamare le forze dell’ordine preoccupati per l’odore che si stava propagavando dalla sua abitazione. Quando gli agenti della polizia sono entrati, con il medico, è stata constatata la morte naturale.

«La comunità di Borsea – dice profondamente addolorata Susanna Carlesso, coordinatrice del Centro di Ascolto della parrocchia e presidente dell’associazione ‘La casa di Abraham’ che si occupa di disagio sociale – è sgomenta e triste per la scomparsa di Massimo Pasetto, l’eterno ragazzone che passeggiava lentamente per le strade di Borsea. In tanti hanno parlato di dramma della solitudine. Sono tante le persone che scelgono di vivere da sole, ma non per questo dobbiamo chiamarlo dramma. Massimo era una di quelle persone che aveva scelto un suo metodo di vita e voleva arrangiarsi su tutto. Nella sua vita sfortunata, lui cercava di sentirsi forte cercando da solo le soluzioni per arrangiarsi a vivere. Anche i familiari facevano fatica a farsi ascoltare. Partecipava volentieri agli inviti a pranzo di alcuni amici e ai pranzi organizzati in parrocchia. Aveva le sue passioni, una di queste era il calcio. Da grande tifoso juventino gli piaceva fermarsi a parlare con le persone di calcio e delle partite che aveva visto, magari al bar, assieme ad altri amici, come è successo mercoledì, quando gli avevano chiesto se si fermava a vedere la partita al bar».

«Aveva il volto triste – dice una parrocchiana – anche se ti conoscevo poco mi ricordo di te, di tutte le volte che facevi su e giù per Borsea triste, serio ma buono! Mi dispiace che tu abbia avuto una vita sfortunata». «Ma sapeva anche ridere – riprende la coordinatrice del centro di ascolto della parrocchia – gli piaceva fare anche qualche battuta e soprattutto sapeva dimostrare il suo affetto nei confronti delle persone. Ecco anche questa è una cosa che mancherà alla nostra comunità: la tua presenza nella passeggiata lenta che facevi per le strade del paese. Massimo poi, si interessava di tutte le persone che non stavano bene o avevano avuto problemi. Questa non è solitudine! Questo è un modo di vivere diverso! Ed è proprio per questo che quando non è stato visto per un po’ di giorni ci si è allarmati. Su questo dobbiamo volgere la nostra riflessione, sul fermarsi e rallentare la nostra frenesia per ascoltare e guardare nel volto il prossimo che abbiamo davanti». Le esequie di Massimo si svolgeranno oggi, alle 16,30, nella chiesa parrocchiale di Borsea. «Questo povero grida e il Signore lo ascolta, da buon credente Massimo è stato ascoltato», conclude con profondo cordoglio la presidente dell’associazione ‘La casa di Abraham’.