Il luogo dell'incidente mortale, nel riquadro Michele Cavallaro
Il luogo dell'incidente mortale, nel riquadro Michele Cavallaro

Rovigo, 28 dicembre 2018 - Hanno patteggiato una pena di 10 mesi e 20 giorni Davide Parpagiola ed Enzo Rosso, i due legali rappresentanti dell’azienda dove il 22 febbraio 2017 è morto Michele Cavallaro, 19 enne di Stanghella che lavorava in una fabbrica di piastrelle a Ceregnano.

La sentenza di ieri è del giudice per l’udienza preliminare Pietro Mondaini che ha accettato la pena concordata tra pubblico ministero e difesa degli imputati, dunque niente condanna e pena sospesa grazie alla condizionale, cioè nessuno andrà in carcere.

Il giovane operaio era morto schiacciato da un braccio meccanico. Il paesino di Stanghella è in provincia di Padova ma poco distante dalla riva nord dell’Adige e quindi dal comune di Rovigo. La procura delle repubblica del tribunale di Rovigo aveva aperto un’inchiesta.

La mattina dell’incidente sul lavoro, attorno alle 11, il braccio meccanico che fa parte della catena di montaggio di questa fabbrica che produce piastrelle a Ceregnano ha schiacciato il giovane di Stanghella. Quella parte dell’impianto era stata posta sotto sequestro. Era successo in uno dei capannoni della ex Bassano Grimeca, che l’attuale proprietà, la Tmb, affitta ad un’azienda esterna. Sul posto erano intervenuti i vigili del fuoco, lo Spisal, cioè il servizio igiene e sicurezza negli ambienti di lavoro. E le forze dell’ordine.

Dopo le scuole medie Michele Cavallaro si era iscritto alla scuola triennale edile professionale, a Stanghella, per poi frequentare ed ottenere il diploma all’istituto per geometri Kennedy di Monselice. Con la famiglia abitava in via Correzzo, sotto il ponte dell’autostrada. Il comune di Stanghella, appresa la notizia, aveva indetto il lutto cittadino. E il sindaco Sandro Moscardi in quei giorni aveva dichiarato: «Siamo tutti vicinissimi alla famiglia, la cosa è vissuta con grande partecipazione da tutti, tutti volevano bene.

Era un ragazzo assolutamente tranquillo, educato, si faceva voler bene, apparteneva ad una famiglia di lavoratori, di persone per bene».

Con il patteggiamento dei titolari della ditta la vicenda giudiziaria si chiude definitivamente mentre il dolore dei familiari per la prematura perdita di un ragazzo che aveva tutta la vita davanti resterà per sempre.

Il piccolo paese di Stanghella non ha dimenticato il tragico evento che ha colpito la famiglia Cavallaro.