All’ospedale di Rovigo anche gli ispettori della Direzione sanitaria regionale
All’ospedale di Rovigo anche gli ispettori della Direzione sanitaria regionale

Rovigo, 21 gennaio 2016 - Sono sette i medici iscritti al registro degli indagati per la morte del piccolo Giovanni Morello, il bimbo di sei anni di Anguillara Veneta deceduto in ospedale mercoledì scorso, dopo il ricovero scattato per un dolore all’addome. Si tratta dei professionisti che hanno trattato e seguito il piccolo paziente, dal suo arrivo al pronto soccorso, la domenica precedente, fino al ricovero in Pediatria e al tragico epilogo in Rianimazione. In un momento dove è ancora presto per attribuire o anche solo parlare di responsabilità, si tratta di un atto dovuto a garanzia dei medici stessi e del loro operato. Intanto, ieri pomeriggio, con il conferimento degli incarichi per l’autopsia, i consulenti si sono subito messi al lavoro.

Gli incarichi per l’esame del corpo del bimbo sono stati affidati ai medici Raffaele De Caro e Andrea Porzionato, di Padova, scelti dal sostituto procuratore Davide Nalin, e agli specialisti, sempre di Padova, nominati dall’avvocato della famiglia del piccolo Giovanni, Cristiano Violato di Viganza. Hanno partecipato anche i consulenti, tra cui anche un esperto di patologia neonatale, scelti dell’avvocato Giovanni Sarti di Venezia, che tutela i sette medici dell’ospedale di Rovigo che hanno ricevuto l’informazione di garanzia.

Ieri pomeriggio è quindi iniziata l’autopsia sul corpo del piccolo Giovanni e tra 60 giorni saranno depositati gli esiti. La causa della morte risulta essere stata un problema acuto all’intestino. Resta però da capire cosa abbia provocato il tutto, ma la questione è complessa. Oggi dovrebbe arrivare il nulla osta per i funerali del piccolo Giovanni. Lunedì prossimo i consulenti torneranno al lavoro sui campioni prelevati ieri durante l’autopsia.

In parallelo all’indagine della Procura, prosegue intanto la procedura conoscitiva affidata alla Direzione sanitaria regionale, che la settimana scorsa ha inviato tre esperti all’ospedale di Rovigo per incontrare il direttore generale dell’Ulss 18 Antonio Compostella e per acquisire la documentazione necessaria a ottenere una visione d’insieme del caso.