Rovigo, 13 marzo 2018 - E’ giallo sulle cause del decesso dell’uomo trovato morto accanto al suo furgone Nissan. Il corpo della vittima era sul ciglio di una strada di Villadose in via Verdi, nel rodigino.

Si tratta di un moldavo di 33 anni residente a Villadose e che lavorava nell'edilizia. Sul posto i carabinieri di Rovigo che stanno svolgendo accertamenti per stabilire le cause della morte.

La procura della Repubblica di Rovigo sta conducendo l'indagine anche se al momento i carabinieri non hanno trovato alcun segno di violenza sul corpo e nessun altro elemento che possa far pensare ad un omicidio. L’ipotesi più plausibile dunque sembra essere quella del gesto volontario. 

La morte è stata provocata molto probabilmente dalla fascetta da elettricista che l’uomo aveva stretta attorno al collo. Un laccio da lavoro che può diventare un cappio di plastica dal quale, quando viene tirato da un’estremità, non ci si riesce a liberare se non tagliandolo.  Il 33 enne moldavo era sposato e padre di un bambino piccolo.

Sembrava ben inserito in Polesine da tempo, conduceva una piccola attività nel campo dell’edilizia. Era stata la moglie a chiamare le Forze dell’ordine, poco tempo prima del ritrovamento del corpo, a circa un chilometro da casa. Il pubblico ministro di turno, Sabrina Duò, vuole venga fatta l’autopsia sul cadavere ed ha sequestrato il mezzo.