Giuseppe Augusti, Francesca Ferro e la figlia Benedetta
Giuseppe Augusti, Francesca Ferro e la figlia Benedetta

Rosolina (Rovigo), 26 aprile 2019 - Aveva ancora il cordone ombelicale e la placenta, il neonato abbandonato a Rosolina Mare e che stato chiamato Giorgio dal nome dell’infermiera del Pronto Intervento che l’ha preso tra le braccia e poi ha adagiato nella culla dell’ospedale di Rovigo. Il piccolo ora sta bene ed è scattata la gara di solidarietà. «Ci piacerebbe dare un futuro bello a Giorgio e accoglierlo nella nostra famiglia come se fosse nostro figlio» sono le parole di Giuseppe Augusti, 38 anni, di Rosolina.

Quando ha saputo che un bambino è stato trovato vicino al cimitero di Rosolina, lui è la moglie Francesca Ferro, 35 anni, non hanno avuto dubbi. Hanno espresso subito il desiderio di poter adottare il neonato. «Abbiamo chiamato l’ospedale – continua –. Non conosciamo le procedure ma per noi sarebbe veramente una gioia. Quel bimbo è vivo, è un miracolo. L’equipe dell’ambulanza di Porto Viro e tutto lo staff dell’Usl 5 hanno fatto un grande lavoro. Il bambino è salvo e per la nostra città è stata una festa». Giuseppe, Francesca, e la figlia Benedetta, 17 anni, vogliono dare a Giorgio un futuro pieno di amore. Il loro desiderio è che entri nella loro famiglia come un vero figlio, per farlo crescere nel modo migliore.

Il piccolo Giorgio è stato trovato dentro una borsa rossa. «Merita tanto amore e da quella sacca noi vogliamo dargli una famiglia, con una mamma, un papà e una sorella» dicono ancora. Giuseppe Augusti ha un bar tabaccheria a Cavarzere, è molto conosciuto a Rosolina. E’ l’allenatore della squadra di basket della Reyer Venezia Mestre. C’è anche un noto imprenditore di Porto Viro che vorrebbe adottare il neonato ed altre famiglie che abitano sia nella nostra provincia sia in altre provincie. Alcune richieste sono arrivate da tutta Italia. Il piccolo Giorgio è stato trovato da un cane che stava entrando al cimitero con la sua padrona Vanda, di Ca’ Morosini. Ad un certo punto si è fermato ed ha abbaiato verso una borsa. Erano le 10. L’anziana ha guardato ed ha visto la sua testolina. La sua telefonata per chiedere aiuto gli ha salvato la vita.