Maurizia Pericoli: "Dovevo andare a casa loro proprio ieri"
Maurizia Pericoli: "Dovevo andare a casa loro proprio ieri"

Corbola (Rovigo), 7 agosto 2020 - Attonita e sconvolta. Difficile descrivere altrimenti lo stato d’animo che ieri mattina aleggiava a Corbola, piccolo comune di poco più di duemila abitanti adagiato sul Po e teatro mercoledì verso le 20 del macabro omicidio dell’85enne Terenzio Roma, morto qualche ora dopo all’ospedale di Adria in seguito alle ferite inferte con una forbice dal figlio Terenzio (da sempre soprannominato Simone proprio per l’omonimia col padre), all’interno della loro casa di via Pampanini.

In paese, specie tra i vicini, la voglia di parlare è davvero poca, ma nessuno nega di conoscere quel ragazzo 45enne, definito da tutti come buono d’animo ma afflitto da ben noti disturbi psichici. A farsi portavoce dello sgomento della comunità è l’amministrazione comunale. "E’ un gran dispiacere che sia capitata questa tragedia – dicono i rappresentanti comunali – ci ha colti di sorpresa. Tutti conosciamo Simone, un ragazzo che è sempre stato tranquillo, al netto della sua patologia. Per questo era seguito dai servizi psichiatrici – sottolineano dalla giunta – e anche il padre, da tempo infermo a letto, era monitorato dai servizi sanitari. Non si capisce quale possa essere stata la causa scatenante che l’ha indotto a fare quel gesto. Di certo – chiudono – a Corbola non erano mai successi fatti analoghi".

Anche nei due bar del centro del paese, abitualmente frequentati dall’assassino, la sorpresa è palpabile. E seduta tra i tavolini c’era una signora, Maurizia Pericoli, che ben conosceva la famiglia Roma e che poche ore prima dell’omicidio aveva parlato proprio con Simone. "Ogni tanto andavo a fare le pulizie a casa loro – racconta – e proprio mercoledì, verso le 17.30, Simone mi aveva telefonato per chiedermi di seguire il padre durante la notte. Purtroppo però avevo già un impegno. Mi spiace tanto – si rammarica la signora – magari se ci fossi stata avrei potuto evitare la tragedia, in qualche modo. Ma il fatto che Simone mi avesse chiamato poche ore prima mi fa pensare che si sia trattato di un gesto improvviso, non premeditato".

Un’opinione che vede concorde anche un altro avventore, Francesco Pericoli. "Forse voleva ‘solo’ fargli male ed è andato oltre – riflette il signore – difficile capire perché sia arrivato a tanto. Simone aveva problemi psichici ed era sempre stato mantenuto dal padre. Quella dei Roma è una famiglia seria e benestante". Sullo sfondo si stagliano anche i problemi che in passato Simone avrebbe avuto con alcol e droga, nessuno in paese esclude che la causa possa rintracciarsi qui.