Duplice omicidio di Rosolina Mare, nuova pista 20 anni dopo
Duplice omicidio di Rosolina Mare, nuova pista 20 anni dopo

Rosolina Mare, 3 luglio 2020 - E’ nella flebile traccia lasciata dal dna sui brandelli di stoffa la speranza, forse l’ultima, di riuscire a risolvere un massacro che lasciò sotto choc il Polesine. Si riapre dopo 22 anni il giallo delle due donne uccise nella spiaggia di Rosolina Mare nel 1998. Duplice omicidio rimasto irrisolto. E’ emerso in questi giorni un legame tra il caso della donna decapitata a Roma nel 2006 dall’ex marito e il caso irrisolto dell’assassinio di Elisea Marcon e della figlia adottiva Cristina De Carli avvenuto in Polesine, nella località balneare.

La scoperta – secondo quanto riporta un articolo pubblicato su ‘Leggo’ – è arrivata dopo la morte in carcere dell’autotrasportatore Gaetano Tripodi, che venne condannato all’ergastolo per aver tagliato la testa all’ex moglie a Tor Bella Monaca (Roma) 14 anni fa. Il corpo di Patrizia Silvestri, romana di 49 anni, fu trovato in una stazione di servizio lungo la via Casilina all’alba del 3 maggio del 2006. Tripodi, che professò nelle varie fasi dell’inchiesta e al processo sempre la sua innocenza, fu inchiodato dall’analisi di alcuni mozziconi di sigaretta che vennero trovati sulla scena del crimine, sulle quali furono rinvenute alcune tracce del suo dna.

Il processo terminò con la condanna dell’uomo all’ergastolo. Tripodi fu messo in carcere a Forlì dove è morto un mese fa per cause naturali. Dopo il suo decesso il suo profilo genetico è stato prelevato ed inserito nella banca dati della polizia criminale che dal 2016 contiene i profili di tutti gli arrestati. Una verifica non era stata fatta nel 2006, quando il dna di Tripodi venne confrontato solo con i reperti dell’omicidio di Tor Bella Monaca. A seguito del riscontro di compatibilità del dna di Tripodi con quello che era rimasto sugli abiti delle due donne uccise a Rosolina Mare, la nostra procura ha aperto un fascicolo per ricostruire il massacro in cui morirono madre e figlia. Cristina e Elisea vennero uccise a colpi di spranga e rapinate nel chiosco sulla spiaggia che gestivano a Rosolina Mare. Il confronto con il dna segna così una svolta in uno degli omicidi più efferati del Polesine.

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