Una delle strade dove si verifica il fenomeno, le auto sono coperte di polvere
Una delle strade dove si verifica il fenomeno, le auto sono coperte di polvere

Rovigo, 29 settembre 2020 - Torna l’incubo delle polveri di ferro e dei cattivi odori nell’area residenziale di Borsea. Il problema era nato nel 2006, un fenomeno poi rallentato ma di nuovo i residenti sono tornati a chiamare Arpav. L’ultima telefonata risale infatti a venerdì, da parte di un cittadino, anche presidente del comitato ‘Aria Nuova’.

"Era circa l’orario di pranzo, ed ero in giardino – spiega Roberto Tramacere, residente – ho chiamato Arpav per segnalare il problema, mi hanno fatto molte domande sul tipo di odore ma non ho più avuto riscontro". Non è la prima volta che qualche residente lamenta odori strani, anche durante il periodo estivo una famiglia era stata svegliata in piena notte da esalazioni fortissime. "Erano circa le 3 di notte e ci ha svegliati un odore acre che faceva bruciare anche la gola – spiega D. G., residente – abbiamo dovuto chiudere le finestre. Ci preoccupa il fatto che abbiamo una bambina piccola".

Il problema ormai si trascina da 14 anni, tra momenti di tranquillità e giornate in cui non si riesce a respirare. Per cercare di risolverlo era appunto nato il comitato ‘Aria Nuova’, composto da circa 250 residenti. Lo scopo era trovare una soluzione al problema attraverso azioni, come esposti alla procura della Repubblica, articoli di giornale e richieste di analisi dell’aria. "Nel 2006 abbiamo chiesto un incontro con il sindaco per portarlo a conoscenza della situazione. Abbiamo segnalato depositi di polvere ferrose su auto, all’esterno e all’interno delle abitazioni soprattutto nelle prime ore del giorno. Segnalazione confermata da tecnici dell’Arpav che erano venuti a fare un sopralluogo – spiega Tramacere –. Nello stesso anno abbiamo mandato un campione delle polveri ad un’azienda chiedendo l’analisi. È emerso che la composizione metallica della polvere è costituita in maniera preponderante da ferro, circa il 98%. L’analisi conferma che provengono da un processo legato alla lavorazione del ferro. Secondo l’azienda, però, non è particolarmente dannoso per la salute. A luglio 2007 abbiamo fatto un esposto alla procura della Repubblica. Avevamo evidenziato che la frazione sorge vicino alla fonderia e che la convivenza aveva reso invivibile la vita del paese a causa delle continue emissioni di polveri nell’aria".

Sono seguiti altri esposti, uno a novembre 2007, uno a novembre 2011, sempre chiedendo verifica della situazione ambientale e del rispetto delle norme di legge da parte della fonderia in relazione alle emissioni. Anche la prefettura aveva effettuato alcune verifiche non riscontrando illeciti di natura ambientale ma carenze nella gestione degli impianti di abbattimento delle polveri che avevano portato l’azienda ad effettuare interventi correttivi sulla manutenzione degli impianti. In seguito alle verifiche era stato definito un piano di adeguamento da attuarsi nell’arco di 3 anni".