Il pm Monica Bombana

Porto Viro (Rovigo), 4 maggio 2018 - Il gestore di una sala slot machine di Porto Viro è stato condannato ieri pomeriggio ad un anno e due mesi, pena sospesa, dal tribunale. Si tratta di un 76 enne di Imola. Era imputato di violenza sessuale ma poi il reato è stato riqualificato in tentata violenza e il collegio ha ritenuto che potesse rientrare in un’ipotesi lieve. L’avvocato difensore Luca Azzano Cantarutti ha dichiarato: «Sono soddisfatto perché è stata disattesa la linea del pubblico ministero che aveva chiesto 7 anni di detenzione. Però è chiaro che non siamo soddisfatti dell’affermazione di colpevolezza.

Il processo si basa solo sulla parte offesa senza un minimo riscontro. Viceversa tutti i testimoni portati dalla difesa, tra cui un carabiniere, hanno confermato l’assoluta moralità dell’imputato che gestisce un’attività soggetta ad autorizzazione di polizia. Tra di loro c’era perfino un carabiniere. Rimane il fatto che la profonda convinzione di innocenza ci obbligherà a fare l’appello. C’è una affermazione di colpevolezza che va cancellata dalla fedina penale dell’imputato». Il pubblico ministero, Monica Bombana aveva chiesto una condanna di 7 anni ma i giudici l’hanno ritenuta sproporzionata rispetto a quanto l’accusa aveva potuto provare in fase di dibattimento.

Secondo la procura l’imputato tra giugno e agosto del 2016, a Porto Viro, aveva palpeggiato una donna incinta toccandole la gamba e l’interno coscia, la pancia, la schiena, sino all’altezza del reggiseno. La sentenza potrà essere impugnata per ottenere un nuovo giudizio in Corte d’Appello a Venezia. E, qualora la difesa risconti vizi procedurali, potrà tentare anche il terzo grado di giudizio in Cassazione.

t. m.