Ettore Prandini, Cristiano Corazzari, Moreno Gasparini, Teo Musso e Giovanni Toffoli
Ettore Prandini, Cristiano Corazzari, Moreno Gasparini, Teo Musso e Giovanni Toffoli
È stato presentato a Loreo il progetto della più grande malteria da birra del Nord Est, Italmalt di K-Adriatica Spa, che si va ad aggiungere allo stabilimento di Melfi (Potenza) per sviluppare la produzione di malto da birra italiano per garantire il 60% del fabbisogno nazionale, oggi coperto al 40%. Il progetto è stato illustrato dall’amministratore delegato di K-Adriatica, Giovanni Toffoli. Il fabbisogno di malto per birra in Italia è di 208mila tonnellate, l’attuale produzione si attesta sulle 83mila. "Il nostro obiettivo – ha detto Toffoli...

È stato presentato a Loreo il progetto della più grande malteria da birra del Nord Est, Italmalt di K-Adriatica Spa, che si va ad aggiungere allo stabilimento di Melfi (Potenza) per sviluppare la produzione di malto da birra italiano per garantire il 60% del fabbisogno nazionale, oggi coperto al 40%. Il progetto è stato illustrato dall’amministratore delegato di K-Adriatica, Giovanni Toffoli. Il fabbisogno di malto per birra in Italia è di 208mila tonnellate, l’attuale produzione si attesta sulle 83mila. "Il nostro obiettivo – ha detto Toffoli – è essere pronti per il raccolto dell’orzo a giugno 2023. Con il nuovo progetto contiamo di sviluppare ulteriormente il mercato della birra ‘100% made in Italy’ aumentando la produzione e riducendo le importazioni, che oggi sono pari a circa 125mila tonnellate". Attraverso i contratti di filiera, che coinvolgeranno circa 800 imprese agricole del Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Marche, K-Adriatica arriverà a produrre circa 92 mila tonnellate di orzo da birra in 20 mila ettari coltivati, suddivisi in 42 mila tonnellate di orzo a Melfi e 50mila a Loreo. Tecnologia e sostenibilità sono i punti di partenza della malteria polesana, per cui K-Adriatica investirà circa 25 milioni di euro, di cui circa 22,6 destinati agli impianti tecnologici e 2,4 per lo stabilimento produttivo. Sono stimati investimenti per l’indotto fino a 10 milioni. Lo stabilimento utilizzerà solo energia elettrica da cogenerazione con uso del 100% del calore. È prevista una riduzione del consumo di acqua del 35%. La produzione sarà ad elevato grado di automazione, collegata a un sistema integrato di stoccaggio e permetterà di occupare, tra diretti ed indiretti, oltre 100 persone. Alla presentazione sono intervenuti fra gli altri l’assessore veneto alla pianificazione territoriale Cristiano Corazzari, il presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini e il presidente del Consorzio Birra Italiana, Teo Musso. Precisa il sindaco Gasperini: "E’ un progetto a cui abbiamo creduto fin da quando ci è stato illustrato e che creerà, per la sua importanza, un indotto sul territorio non solo di Loreo. Il Polesine è un’area prettamente agricola e costruire qui la malteria significa interagire con il mondo agricolo oltre a creare un valore aggiunto per la filiera corta e di

qualità così da avere l’immagine di un distretto dell’orzo che venga riconosciuto con il brand che si chiama Parco del Delta Po". L’assessore regionale Cristiano Corazzari sottolinea: "Si tratta di un’opportunità importante per sviluppare le produzioni di eccellenza del nostro territorio per valorizzare le professionalità e per costituire delle filiere che possano offrire al consumatore prodotti di qualità sempre maggiore, certificati e italiani".