Giuliano Ramazzina Uno su mille ce la fa, canta Gianni Morandi. Stavolta invece ce la fanno sei su mille. A diventare imprenditori. Come? Con il progetto ‘Mi metto in proprio’ rivolto ai giovani disoccupati di Rovigo, Mestre e Padova. Un’opportunità da cogliere salendo sul tram di Formaset, che ha ideato il progetto in collaborazione con le Camere di commercio di...

Giuliano

Ramazzina

Uno su mille ce la fa, canta Gianni Morandi. Stavolta invece ce la fanno sei su mille. A diventare imprenditori. Come? Con il progetto ‘Mi metto in proprio’ rivolto ai giovani disoccupati di Rovigo, Mestre e Padova. Un’opportunità da cogliere salendo sul tram di Formaset, che ha ideato il progetto in collaborazione con le Camere di commercio di Venezia-Rovigo e Padova, Venetica, Crea Lavoro Srl e Assist Onlus. Il percorso formativo gratuito mira a sostenere l’autoimprenditorialità in un momento difficile per l’occupazione. Basti pensare ai dati Eurostat secondo i quali in Italia, i giovani che non studiano né lavorano, i cosiddetti Neet, sono 2,1 milioni e a complicare le cose è arrivata anche la pandemia. Risultato: trovare impiego risulta sempre più difficile. Allora perché non mettersi in proprio? Il bando di Formaset seleziona 18 giovani disoccupati di età compresa tra i 19 e i 29, sei per ogni provincia. Un’opportunità unica per chi vuole, uscire dallo stato di non studente e non lavoratore. Una palla da cogliere al balzo, approfittando del clima da ripartenza post-pandemica e dei soldi che arriveranno dall’Europa, intercettabili magari con l’aiuto delle banche. Non a caso gli aspiranti giovani imprenditori saranno assistiti anche nella predisposizione di domande di finanziamento. L’iniziativa , sicuramente puntuale, merita due considerazioni. La prima è che con la selezioni dei sei giovani si verificherà la bontà del capitale umano del Polesine e la sua competitività a livello regionale. La seconda è che l’emergere di queste nuove figure smuoverà la dinamica del lavoro in una terra che ha fame di rilancio. Pur nell’emergenza sanitaria ed economica, questi giovani indicano una nuova rotta esistenziale e sociale: anziché lavorare sotto padrone , come si dice nel Veneto, punteranno infatti a diventare padroni.