Il Polesine è a un passo dal diventare ‘Covid free’, ma i problemi nelle strutture sanitarie non mancano. L’ultimo positivo rimasto è un ospite di una struttura di Fratta Polesine. Intanto si aggrava la situazione al Cup dove si registrano forti disagi. Quasi 6mila le telefonate ricevute ogni giorno dai 30 operatori, molti cittadini hanno segnalato decine di minuti di attesa alla cornetta....

Il Polesine è a un passo dal diventare ‘Covid free’, ma i problemi nelle strutture sanitarie non mancano. L’ultimo positivo rimasto è un ospite di una struttura di Fratta Polesine. Intanto si aggrava la situazione al Cup dove si registrano forti disagi. Quasi 6mila le telefonate ricevute ogni giorno dai 30 operatori, molti cittadini hanno segnalato decine di minuti di attesa alla cornetta. L’Usl è intervenuta aumentando il numero di operatori, personale che si occupa di richiamare le 2mila persone che, ogni giorno, lasciano il proprio contatto alla segreteria telefonica. L’azienda ha quindi deciso di riaprire gli sportelli del Cup a partire da lunedì 20 luglio. A Rovigo e Trecenta saranno aperti al pomeriggio, in modo da evitare assembramenti, ad Adria invece al mattino, poiché il Cup si trova in una zona in cui transitano poche persone. "Per quanto riguarda la pandemia da Coronavirus – afferma Antonio Compostella, direttore generale dell’Usl 5 Polesana – non ci sono novità negative o preoccupanti. Da diversi giorni non riscontriamo nuove positività. Preoccupano però alcuni focolai vicini al Polesine, come quello in provincia di Mantova. Occorre essere vigili per individuare subito le situazioni sospette in modo da contenere il contagio. Le persone attualmente in isolamento domiciliare sono 77: 40 perché venute a contatto con positivi, 37 perché provenienti dall’estero. Di questi 37, 15 sono italiani e 22 stranieri arrivati per un lavoro stagionale. Può sembrare una misura eccessiva, ma è necessaria visto che il quadro internazionale è ancora preoccupante. È fondamentale la collaborazione di chi arriva in Italia, che deve segnalarsi alle autorità sanitarie e mettersi in isolamento domiciliare". Nel frattempo proseguono gli screening a ospiti e operatori delle case di riposo. "Viste le difficoltà riscontrate dai cittadini nel prenotare le prestazioni – conclude Compostella – abbiamo deciso di aumentare gli operatori che rispondono al telefono".

Giacomo Capovilla