"La signora Giovanna di Rovigo (nome di fantasia), sposata e con figli, ha affittato il suo appartamento ad un inquilino a ottobre 2019. Il conduttore ha pagato metà della prima rata di canone e poi più nulla da novembre 2019, ben prima della pandemia. Ha promosso un’azione di sfratto e ha ottenuto un...

"La signora Giovanna di Rovigo (nome di fantasia), sposata e con figli, ha affittato il suo appartamento ad un inquilino a ottobre 2019. Il conduttore ha pagato metà della prima rata di canone e poi più nulla da novembre 2019, ben prima della pandemia. Ha promosso un’azione di sfratto e ha ottenuto un provvedimento di convalida che avrebbe obbligato il conduttore a rilasciare l’immobile entro aprile 2020, ma quest’ultimo, grazie al blocco degli sfratti, sta ancora occupando l’immobile, pur non avendo pagato un solo canone dall’inizio della locazione ad oggi. Nel frattempo (è passato oltre un anno e mezzo), la locatrice Giovanna si separa dal marito e ottiene un provvedimento dal giudice che la autorizza a vivere sola, ma la signora non sa dove andare perché il suo appartamento è occupato dall’inquilino moroso e nullatenente, ed è costretta a continuare la sua vita nella casa coniugale, nonostante l’interruzione della relazione con il marito. E’ uno dei tantissimi casi – spiega Paolo Mercuri, presidente di Ape Confedilizia (associazione della proprietà edilizia) – emblematici dell’ingiustizia perpetrata con il blocco degli sfratti che ha realizzato un esproprio senza alcuna forma di risarcimento per i proprietari immobiliari. Nel caso eclatante della sig.ra Giovanna poi, la morosità risale ad epoca antecedente alla pandemia, ed è stata limitata anche la sua libertà di autodeterminazione, considerato che la donna, non disponendo di redditi adeguati, non può nemmeno accedere, a sua volta, ad una abitazione in affitto per poter vivere in serenità".