Paolo Mercuri, presidente provinciale di Ape
Paolo Mercuri, presidente provinciale di Ape

Rovigo, 8 luglio 2020 - Decisa protesa di Confedilizia contro l’approvazione della commissione bilancio della Camera di un emendamento che proroga la sospensione degli sfratti per gli immobili a uso abitativo e non abitativo. La norma estende lo stop agli sfratti, già introdotto dal decreto Cura Italia, prorogando la scadenza dal primo settembre al 31 dicembre. "La proroga riguarda tutti i tipi di sfratti, quelli con scadenza del termine di durata del contratto e, peggio ancora, anche quelli causati dal mancato pagamento dei canoni di locazione"- spiega Paolo Mercuri, presidente provinciale di Ape, associazione della proprietà edilizia. Il provvedimento include anche situazioni precedenti all’emergenza Covid-19 e viene applicato a qualsiasi inquilino, senza alcuna verifica che questi abbia effettivamente subito danni economici a causa del Coronavirus.

"Ad esempio uno sfratto pianificato già l’anno scorso e previsto a maggio non potrà essere fatto a causa della proroga" spiega il presidente di Ape. Un danno economico non indifferente per i proprietari degli immobili. "Questi canoni di locazione difficilmente vengono recuperati e molto spesso gli affittuari non hanno beni pignorabili" continua Mercuri. Oltre al danno la beffa. L’emendamento è arrivato proprio pochi giorni dopo il versamento, da parte dei proprietari di casa, dell’Imu. "Stiamo pagando tasse su canoni di locazione che non percepiamo e non abbiamo avuto alcuna riduzione o proroga delle imposte". Il governo, quindi, non sembra voler garantire forme di sostegno per entrambe le parti contrattuali, ma piuttosto sembra voler scaricare completamente il problema sui proprietari degli immobili.

"Questo provvedimento mina il diritto di proprietà, diritto costituzionalmente garantito, perché impedisce di rientrare in possesso degli immobili, anche in caso di morosità – continua –. Ma soprattuto oggi il locatore perde totalmente la remunerazione del suo investimento immobiliare, che potrebbe, in alcuni casi, essere anche l’unica fonte di reddito familiare". La sospensione rischia di destabilizzare il mercato, deprimere il valore degli immobili e disincentivare il pagamento dei canoni dovuti. Un provvedimento giudicato irragionevole e gravoso, perché, se la norma venisse approvata, si arriverebbe alla sospensione per quasi un anno. Confedilizia ne ne chiede l’annullamento. "È giusto che i conduttori vengano aiutati in tempi di crisi, ma non è giusto che a farsene carico sia solo la categoria dei proprietari – continua Mercuri –. Tra l’altro non sono state previste forme di risarcimento. Questo compito dovrebbe spettare alla collettività".