Martina Mondin, 18 anni, assieme ad Andrea Djordjevic, 19 anni
Martina Mondin, 18 anni, assieme ad Andrea Djordjevic, 19 anni

Adria (Rovigo), 11 luglio 2019 - Accusato di atti persecutori nei confronti di una minorenne, Andrea Djordjevic, 19 anni, di Adria, è stato prosciolto ieri dal reato di stalking perché la vittima in realtà ha dichiarato di essere sempre stata la sua fidanzata e in udienza preliminare ha rimesso la querela che era stata presentata a suo nome dai genitori quando lei aveva ancora 17 anni. Telefonate e messaggi per lei, Martina Mondin, non erano un fastidio: ha detto di amare il suo fidanzato anche di fronte al giudice Silvia Varotto. I fatti contestati andavano dal primo di luglio del 2017 al 28 agosto del 2018 e si sono svolti ad Adria. Djordjevic, difeso dall’avvocato Marco Pietropolli, è però stato rinviato a giudizio per altre ipotesi di reato. Danneggiamento, violazione di domicilio, minaccia e lesioni per aver lanciato un tubo colpendo l’abitazione del vicino di casa dei genitori della sua ragazza nel luglio del 2018, per averlo minacciato di morte, per aver tentato di picchiarlo, e per averlo colpito in un’occasione. Inoltre, per minacce nei confronti dei genitori della ragazza. La prima udienza di fronte al giudice monocratico sarà il 19 novembre.  Martina Mondin, diciottenne di Adria, tra pochi giorni sposerà in Comune Andrea Djordjevic. È il lieto fine di una storia d’amore che ha innescato un procedimento giudiziario. Ora Martina guarda al futuro con ottimismo.

Contenta dell’assoluzione di Andrea per il reato di stalking?

«Sì. Siamo entrambi molto contenti».

Come è nata tutta questa vicenda a carico del tuo ragazzo?

«Mia mamma non ha mai accettato il fatto che Andrea fosse straniero».

Per che motivo?

«Diceva che era zingaro. Ma in realtà non lo è. È originario della Serbia perché i suoi genitori sono serbi. Ma Andrea è nato ad Adria, ed è già cittadino italiano».

Cos’ha studiato?

«Aveva iniziato all’istituto alberghiero, ma non ha terminato le superiori. Ora cerca lavoro, gli piacerebbe fare il meccanico ma abbiamo anche altre idee».

Cosa, del vostro rapporto, non andava bene ai tuoi genitori?

«È un normalissimo rapporto tra fidanzati, mia mamma è sempre stata contro ma solo per il fatto che lui è straniero. Io invece l’ho sempre amato».

In casa cercavate di parlare per capire i motivi del loro rifiuto?

«Non accettavano la nostra relazione dicendo cose senza alcun senso che ci sono dispiaciute. Noi ci amiamo e stiamo bene insieme come tutti i fidanzati».

Quando i tuoi genitori si sono rivolti al ministro Salvini perché li aiutasse cos’hai pensato?

«Mia mamma ha lanciato quell’appello ma io non sapevo niente perché mi avevano mandato a vivere in una comunità in provincia di Venezia per separarmi da lui».

Quando è cominciata la storia d’amore tra te e Andrea?

«Il 13 luglio 2017».

Cos’è successo quel giorno?

«Ci siamo trovati sul Corso ad Adria, era estate. Ci conoscevamo già da tempo ma quel giorno è scattato il feeling dopo una serie di messaggi che ci eravamo scritti con il cellulare».

Allora eri minorenne, oggi invece no. Le cose sono migliorate?

«Quando ho compiuto i 18 anni, il 3 maggio, mi sono incontrata con Andrea per parlare e abbiamo deciso che mi sarei trasferita da lui, lasciando la casa della mia famiglia».

Come l’hanno presa i tuoi?

«Mia mamma, quando sono andata via di casa, è andata in Comune a togliermi la residenza. Io le ho scritto un messaggio. Poteva almeno dirmelo, lei non mi ha più risposto».

Non si è più fatta viva?

«Io non l’ho più sentita».

Tu cosa pensa di fare nella vita, cos’hai studiato?

«Ho finito le medie, poi mi sono fermata. Vorrei aprire un bar con Andrea».

E recuperare il rapporto con i genitori?

«Più avanti si vedrà».

Quando è partita la querela nei suoi confronti tu non eri d’accordo?

«Esatto, è così».

Cos’avete in mente per il futuro?

«Il 30 luglio ci sposiamo in Comune ad Adria, poi ci prendiamo una casa per i fatti nostri, andremo via da Adria forse».

Inviterete Salvini al matrimonio?

«In questo momento delle questioni politiche non ci interessa nella maniera più assoluta».