Agnese Casoni al termine della mattinata con i pendolari (foto Giampaolo Donzelli)
Agnese Casoni al termine della mattinata con i pendolari (foto Giampaolo Donzelli)

Rovigo, 15 gennaio 2022 - Controlli scarsi o, addirittura, assenti del super green pass. Forte il senso di insicurezza nei pendolari. È questa la situazione che denunciano studenti e lavoratori che sono costretti ad usare i treni per andare in fabbrica o all’università. I pendolari chiedono maggiori attenzioni da parte di chi dovrebbe essere preposto a controllare. "Prendo quasi tutti i giorni treni regionali – racconta Denis Filippo Butacu, studente universitario –, percorro la tratta Villa Bartolomea con cambio a Rovigo per andare all’università di Padova. Qui raramente il controllo dei green pass viene fatto. Solo una volta in cui ho preso un treno ad alta velocità mi è stato chiesto. Io sono molto attento, indosso la mascherina e penso dovrebbero farlo tutti. Sono abbastanza tranquillo ma maggiori controlli mi darebbero più serenità".

Quando poi vengono anche soppressi i treni, i viaggi si trasformano in odissee. "Per motivi di lavoro utilizzo il treno della tratta Verona Chioggia – spiega Andrea Simone Tramacere –, di recente è successo che il treno sia stato cancellato e sostituito con un bus navetta, pieno di persone. In quel caso i controlli non ci sono stati, né del biglietto né di green pass, anche se tutti avevano la mascherina. Anche sulla linea Rovigo Verona ho notato che non vengono fatti controlli. Pochissime persone portano le Ffp2 e nessuno richiama chi non osserva le regole. Un giorno un signore la indossava sotto il naso, gli è stato semplicemente detto di alzarla".

Nonostante questo tipo di mascherina sia obbligatorio gli utenti spiegano che sono davvero in pochi ad utilizzarla. "Il personale controlla che la gente indossi la mascherina ma non fa caso al tipo di modello – conferma Felice –, si vedono ancora molte mascherine chirurgiche rispetto alle Ffp2. I controlli andrebbero fatti meglio, i green pass raramente vengono chiesti".

Gli utenti chiedono maggiore attenzione, quindi, ai livelli di sicurezza sia sui treni che nelle stazioni. "Utilizzo spesso il regionale per Padova per motivi di studio – conferma Laura Mihase, universitaria –. I controlli sui green-pass e le mascherine non vengono fatti. Ritengo invece che sarebbe fondamentale farli. Capita spesso di vedere persone con la mascherina abbassata o, come è successo una volta con una signora, addirittura senza. In quel caso mi ero permessa di far notare alla donna che la mascherina andava portata e mi sono sentita rispondere di farmi i fatti miei. In alcune stazioni, in determinate fasce orarie, alcuni operatori misurano la temperatura dei presenti, ma a Padova è successo che per coloro che dichiaravano di prendere un regionale non venisse fatto. Sui treni si sentono continuamente gli annunci di indossare la mascherina Ffp2 ma in realtà nessuno verifica. Onestamente è difficile affermare che viaggiare in questo modo dia tranquillità, come utente preferirei che ci fosse più attenzione per la nostra salute".

Chi per motivi di spostamento utilizza diversi mezzi, afferma che per alcuni le attenzioni ci sono. "L’altro giorno, prima di salire sul treno, ho preso l’aereo per rientrare – racco nta Sabrina Simonte –. In aeroporto il green-pass mi è stato controllato. In treno invece, nessun controllo se non quello del biglietto. Credo che, vista la situazione, andrebbe prestata più attenzione a queste verifiche".