Il tribunale in via Verdi, adiacente all’immobile dell’ex carcere
Il tribunale in via Verdi, adiacente all’immobile dell’ex carcere

Rovigo, 16 gennaio 2020 - Il sindaco Edoardo Gaffeo sta lavorando sia al piano A, sia al piano B. Ieri è stato a Roma dove ha incontrato i capi di gabinetto del ministro della Giustizia e di quello delle Infrastrutture per parlare del tribunale di Rovigo. Il piano A è che il tribunale rimanga dov’è, cioè tra via Mazzini e via Verdi, ampliandosi negli ambienti dell’ex carcere. Il problema però è che il dipartimento di amministrazione penitenziaria ha già speso 350 mila euro di progettazione per trasferire lì il carcere minorile di Treviso.

Il piano B, come ha dichiarato apertamente martedì il presidente dell’associazione nata dalla lista civica Gaffeo, Fabio Osti, è il trasferimento all’ex ospedale Maddalena, edificio abbandonato da anni sul quale ci sarebbe un finanziamento della presidenza del Consiglio dei ministri da sbloccare, i 13,5 milioni del bando periferie. Il tribunale ha bisogno di molto più spazio perché il ministero della Giustizia paga 300 mila euro l’anno in affitti e auspica l’accorpamento in un’unica sede.

L’allargamento negli spazi dell’ex carcere, che è proprio adiacente al palazzo del tribunale, cozza però con il fatto che l’amministrazione penitenziaria ha già chiuso una gara per il progetto esecutivo del trasferimento del minorile di Treviso a Rovigo, con una base di 722mila euro (aggiudicata con un ribasso del 55%). Poi c’è stata la gara per la verifica del progetto, base d’asta 83mila euro, aggiudicata con un ribasso del 63%. In totale circa 350mila euro di fatto già spesi.

Il viaggio a Roma di ieri è servito anche per scoprire che gli uffici del ministero della Giustizia non sapevano di questo progetto dei trasferimento del minorile di Treviso, né delle gare già concluse. Quindi la riunione è stata aperta e rinviata. Durante l’incontro si è però parlato anche del piano B, cioè del trasferimento all’ex ospedale Maddalena, in Commenda.

Al Ministero l’idea piace, soprattutto per via del finanziamento milionario pendente e per le caratteristiche del palazzo. La precedenza però è stata data all’allargamento nell’ex carcere perché immobile demaniale. Un’ipotesi però subordinata al cambio di idea del dipartimento di amministrazione penitenziaria. Il sindaco Gaffeo ci spera anche perché in campagna elettorale aveva promesso che il tribunale sarebbe rimasto in centro, non in Commenda. "Entro fine mese sarà definita la questione della riorganizzazione – ha garantito ieri il ministro Federico D’Incà – . Sono molto soddisfatto per il lavoro svolto, che mira ad accorpare gli uffici giudiziari in un’unica sede, con un incremento dell’efficienza e una significativa riduzione dei costi".