Rovigo, 7 settembre 2018 - Anziana truffata da un finto addetto del servizio idrico. Il delinquente se n’è andato con 1.700 euro e dei gioielli. È successo ieri mattina nel quartiere Commenda. La denuncia è stata raccolta dagli agenti della polizia di Stato in questura, in viale Tre Martiri. La notizia invece era stata diffusa dalla società che gestisce il servizio idrico integrato nella provincia di Rovigo e nella Bassa Padova, cioè Acquevenete che ha sede a Monselice. La partecipata «invita i propri utenti a prestare particolare attenzione per difendersi dalle truffe dei falsi addetti, che si presentano come tecnici dell’azienda del servizio idrico integrato». L’episodio questa volta si è verificato ai danni di un’anziana residente nel quartiere Commenda. La signora ha riferito allo sportello rodigino di Acquevenete, che si trova in via Benvenuto Tisi da Garofolo, cioè in Commenda, di essere stata derubata da un truffatore che ha suonato alla sua porta spacciandosi per operatore dell’acquedotto. L’uomo le avrebbe detto che stava effettuando dei lavori per Acquevenete per presunti problemi di potabilita` dell’acqua.

Una volta introdottosi in casa della signora le ha fatto aprire il rubinetto e ha spruzzato dell’ammoniaca. Le ha quindi chiesto di raccogliere in un sacchetto tutti i gioielli e i soldi prima di uscire di casa: a quel punto le ha sottratto il sacchetto ed è fuggito. «Acquevenete ricorda agli utenti che il personale tecnico non è autorizzato a proporre analisi dell’acqua — scrive l’azienda in una nota ufficiale —, a raccogliere dati sensibili degli utenti o ad effettuare operazioni simili presso le abitazioni. Per qualsiasi chiarimento è possibile telefonare al numero verde gratuito del Servizio clienti di Acquevenete 800 99 15 44 ed e` inoltre sempre raccomandato segnalare eventuali comportamenti sospetti alle forze dell’ordine». L’ultimo arresto eclatante della Squadra Mobile della polizia di Stato di Rovigo ai danni di truffatori che prendono di mira gli anziani è del 20 luglio scorso. Si trattava di tre napoletani che avevano utilizzato la consolidata tecnica del finto avvocato. Ma in quell’occasione la vittima era stata un disabile di 92 anni. Un finto avvocato di una compagnia di assicurazione ha chiamato l’anziano comunicando che un parente era stato coinvolto in un incidente e che era necessario pagare urgentemente una somma di denaro con contanti o monili, per evitare conseguenze penali.