DOTTORESSA OSPEDALE CHEMIOTERAPIA FLEBO
DOTTORESSA OSPEDALE CHEMIOTERAPIA FLEBO

Rovigo, 11 maggio 2016 - Le viene diagnosticato un tumore e l’Inps le riconosce l’invalidità, ma quando la signora guarisce l’istituto di previdenza sociale vuole la restituzione della pensione di accompagnamento.

È successo ad una 67enne, Sofia, originaria di Frassinelle ed ora trasferitasi nella capitale. Dopo il calvario che la donna ha dovuto attraversare, durato due anni, l’inaspettato: il tumore regredisce e Sofia, dopo anni di sofferenze, guarisce. La gioia per la guarigione, però, viene distrutta da una lettera dell’Inps che impone alla donna la restituzione della pensione di accompagnamento, per un totale di 4.250 euro. Soldi che Sofia, pensionata sociale, non ha.

La donna, infatti, vive con una pensione di 516 euro al mese. Secondo il ricalcolo della pensione, che l’Inps avrebbe fatto il mese scorso, per l’anno 2015 e i primi mesi dell’anno in corso la signora non avrebbe avuto diritto all’accompagnamento perché non più invalida.

Eppure era stata la stessa commissione dell’Inps a dichiararla invalida al 100% ed assegnarle l’accompagnamento. Perché, invece, chiedere la restituzione di somme già erogate? La denuncia arriva da Agitalia, l’associazione alla quale la donna si è rivolta per procedere legalmente contro l’Inps.

«Da notare che parliamo di una donna che per anni ha sofferto per un tumore molto aggressivo – spiegano dall’associazione – e che la chemio ha distrutto, facendole perdere denti e capelli, ma anche lasciandole problemi dermatologici e circolatori. Sarà pur vero che la donna è guarita, ma i due anni di chemioterapia non possono essere cancellati, tantomeno restituiti, come le si chiede invece di fare con la pensione di accompagnamento».

Secondo la ricostruzione di Agitalia, che ha acquisito tutta la documentazione del caso, nell’agosto 2010 alla donna è stato diagnosticato un grave tumore del sistema immunitario ed è stata sottoposta a diversi cicli di chemioterapia durata, a fasi alterne, per ben due anni. Nel 2014 la commissione Inps riconosceva alla donna il 100% di invalidità totale con relativo accompagno, un assegno di 508 euro mensili. A luglio 2015 la pet decretava la remissione completa della malattia, tra l’incredulità dei medici. E ora l’Inps chiede la restituzione degli assegni.